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A Pisa la chirurgia che salva vite: la storia di una paziente e del professor Luca Morelli

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Robotica, ricerca e lavoro di squadra: all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana si svolge una delle esperienze più avanzate in Italia nella chirurgia mini-invasiva per tumori addominali.

PISA — «Morelli mi ha operato, sono in ospedale… potresti ringraziarlo? È eccezionale». È il messaggio di una paziente dell’Aoup, operata per un tumore del retto. Non cerca riconoscimenti personali: desidera soltanto che la sua esperienza venga raccontata e che venga pubblicamente ringraziato il chirurgo e tutto il reparto che l’ha assistita. Da questo semplice gesto nasce una storia di eccellenza e di cura.

La donna è stata sottoposta a una resezione anteriore del retto con chirurgia robotica, uno degli interventi più delicati della chirurgia oncologica dell’apparato digerente. L’operazione è stata eseguita dall’équipe della Chirurgia generale universitaria dell’Aoup, guidata dal professor Luca Morelli, chirurgo oncologico e docente all’Università di Pisa.

«Voglio ringraziare il professor Morelli che mi ha operata», racconta la paziente. «Ma soprattutto voglio ringraziare tutto il reparto: medici, infermieri e operatori socio-sanitari che mi hanno seguita con una professionalità straordinaria e con grande attenzione umana. In un momento difficile mi sono sentita davvero accompagnata. Non mi sono mai sentita sola».

Il tumore del retto rappresenta una delle sfide più complesse della chirurgia oncologica. L’intervento si svolge in uno spazio anatomico molto ristretto, nel bacino, vicino a strutture nervose e vascolari fondamentali per le funzioni intestinali, urinarie e sessuali. La precisione chirurgica è quindi fondamentale non solo per il successo oncologico, ma anche per preservare la qualità di vita del paziente.

Negli ultimi anni, la chirurgia robotica ha rivoluzionato l’approccio a queste operazioni. Grazie a visione tridimensionale ad alta definizione e strumenti articolati, il chirurgo può muoversi con estrema precisione anche negli spazi più profondi dell’addome, rendendo possibile affrontare interventi complessi con tecniche mini-invasive.

Proprio su questo terreno, la Chirurgia generale universitaria di Pisa ha sviluppato una solida esperienza nella chirurgia mini-invasiva e robotica applicata all’oncologia addominale. Negli anni, il reparto ha eseguito centinaia di procedure robotiche oncologiche, posizionandosi tra i gruppi più esperti in Italia nella chirurgia robotica dei tumori dell’apparato digerente.

Oltre all’attività clinica, l’équipe contribuisce alla diffusione delle tecniche robotiche e alla formazione di chirurghi provenienti da numerosi ospedali italiani e da centri internazionali. Il reparto continua una tradizione storica della medicina pisana, erede della scuola chirurgica del professor Franco Mosca, figura di riferimento nella chirurgia italiana.

Oggi l’attività è concentrata sulla chirurgia oncologica ad alta complessità, con pazienti provenienti non solo dalla Toscana, ma da altre regioni italiane e talvolta dall’estero. Tra gli interventi principali vi sono quelli su colon, retto, stomaco, fegato e pancreas, compresi casi complessi come recidive tumorali, resezioni multiviscerali e gestione di complicanze chirurgiche. Non è raro che il reparto accolga pazienti con condizioni cliniche particolarmente impegnative o con precedenti interventi complessi, inviati da altri centri per gestire situazioni chirurgiche difficili.

Uno degli ambiti più impegnativi è la chirurgia pancreatica, tra le più complesse della medicina moderna. Intervenire sul pancreas, organo profondo e strettamente legato a vasi fondamentali, richiede grande esperienza, tecnologie avanzate e collaborazione multidisciplinare. Anche in questo settore, il gruppo pisano ha sviluppato una vasta casistica e contribuito alla diffusione delle tecniche mini-invasive e robotiche.

Oltre alla clinica, il reparto è attivo nella ricerca scientifica e nella formazione internazionale, partecipando a studi multicentrici sulla chirurgia oncologica e collaborando con università e centri di ricerca in Europa e Stati Uniti. Un ruolo chiave è svolto da EndoCAS, il centro di chirurgia assistita dal computer dell’Università di Pisa, unico in Italia accreditato dall’American College of Surgeons, che forma chirurghi provenienti da tutto il mondo.

Le sale operatorie dell’Aoup accolgono specialisti italiani e internazionali per osservare tecniche avanzate e confrontarsi sulle innovazioni della chirurgia robotica.

Ma per la paziente, il ricordo più forte resta quello umano: «Ho trovato un reparto straordinario», racconta. «Non solo per la competenza medica, ma per la gentilezza e la disponibilità di tutte le persone che ci lavorano. Mi hanno fatto sentire seguita e protetta in ogni momento. Per me rappresenta davvero un’eccellenza della sanità toscana».

Una testimonianza che non racconta solo il successo di un intervento, ma anche il lavoro quotidiano di una squadra che a Pisa affronta le sfide più complesse della medicina moderna, unendo esperienza, tecnologia e attenzione alla persona.

Comunicato ricevuto da Doady Giugliano

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