Fabrizio Corona arriva in Toscana con il suo spettacolo “Falsissimo”: scoppia il dibattito sull’evento in programma.
Continua a far discutere l’arrivo dello spettacolo “Falsissimo” di Fabrizio Corona, in programma il 5 agosto al Castello Pasquini a Castiglioncello. Dopo le reazioni sui social e le prime prese di posizione istituzionali, anche il Partito Democratico di Rosignano interviene ufficialmente con un comunicato dai toni critici.
Il dibattito nasce dall’opportunità di ospitare un personaggio controverso in uno dei luoghi simbolo della cultura locale. Una scelta che, pur essendo legata a un evento privato, ha sollevato interrogativi sull’identità culturale della località e sull’utilizzo degli spazi pubblici.
Il sindaco Claudio Marabotti e l’amministratore unico di Armunia Roberto Riccio hanno chiarito che lo spettacolo non rientra nella programmazione ufficiale del Festival di Castiglioncello e non ha ricevuto patrocinio né contributi pubblici, essendo organizzato da un soggetto privato che ha affittato lo spazio.
Ma la spiegazione non basta a placare le critiche. Il PD Rosignano, attraverso un’interpellanza, chiede maggiore chiarezza e rilancia il tema con un comunicato dal titolo emblematico: “Castello Pasquini: cultura o solo gossip?”.
«Il Castello Pasquini è l’anima di Castiglioncello – si legge nella nota – luogo della grande danza, del teatro d’autore, della nostra storia culturale. Per questo, vedere nel cartellone estivo il nome di Fabrizio Corona ci lascia profondamente perplessi. Non è una questione di moralismo, ma di visione e identità».
I dem pongono quindi alcune domande all’amministrazione: chi decide la programmazione degli eventi, se esista un diritto di veto da parte del Comune sulla qualità delle iniziative ospitate e quale sia l’idea di cultura che si intende promuovere. «Vogliamo che il Castello diventi una semplice location commerciale – prosegue il comunicato – o difendere il marchio di qualità che ha reso Castiglioncello famosa nel mondo?».
Nel mirino anche il rischio di affidare le politiche culturali esclusivamente a logiche di mercato: «C’è differenza tra un evento popolare e uno spettacolo che sembra puntare solo sul clamore mediatico. Castiglioncello merita di più e le politiche culturali non possono essere “appaltate” senza una guida politica chiara».





