Castelfranco di Sotto, polemica in Consiglio comunale: l’opposizione denuncia irregolarità sul Rendiconto.

Clima teso in Consiglio comunale nella seduta del 28 aprile, dove la discussione sull’approvazione del Rendiconto 2025 e delle relative variazioni di bilancio si è conclusa con il ritiro dei punti all’ordine del giorno da parte della maggioranza. A determinare la sospensione dei lavori è stata una questione pregiudiziale sollevata dal gruppo consiliare di opposizione “Castelfranco Unita” (PD-AVS-PSI-Azione), che ha contestato presunte irregolarità nella tempistica di deposito della documentazione.
Secondo quanto dichiarato dall’opposizione, la relazione del Revisore dei Conti — atto ritenuto essenziale per l’approvazione del rendiconto — sarebbe stata messa a disposizione dei consiglieri solo pochi giorni prima della seduta, in violazione dei termini previsti dalla normativa vigente. Una circostanza che, sempre secondo il gruppo consiliare, renderebbe potenzialmente illegittima la delibera e aprirebbe la strada a possibili impugnazioni.
“Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un aspetto sostanziale di legittimità dell’atto amministrativo”, sostengono i consiglieri di opposizione, richiamando anche precedenti sentenze amministrative che hanno affrontato casi analoghi.
La presentazione della questione pregiudiziale ha portato la maggioranza a ritirare i punti in discussione, rinviando l’esame del rendiconto alle prossime settimane. Una decisione che ha acceso ulteriormente il confronto politico in aula.
Nel comunicato diffuso successivamente, “Castelfranco Unita” parla di una “figuraccia istituzionale senza precedenti” e critica duramente la gestione della vicenda da parte del sindaco e della giunta. Nel mirino dell’opposizione anche la reazione del primo cittadino, accusato di aver definito le contestazioni “tecnicismi” e di aver attribuito all’opposizione eventuali conseguenze negative per l’ente.
Il gruppo consiliare evidenzia inoltre la differenza di metodo rispetto al passato, sottolineando come precedenti amministrazioni avrebbero, a loro giudizio, gestito situazioni simili con maggiore apertura al dialogo e confronto istituzionale.




