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Casa, disuguaglianze, sicurezza e digitale: l’assessora Pini a tutto campo sulle sfide di Pontedera

06:00

Casa, disuguaglianze, sicurezza e digitale: le sfide di Pontedera raccontate dall’assessora Eleonora Pini a VTrend.

L’emergenza abitativa, la difficoltà sempre maggiore per molte famiglie di sostenere i costi di affitti e abitazioni, ma anche la crescita della cosiddetta “fascia grigia”, quella composta da persone che non hanno i requisiti per accedere a una casa popolare ma che, allo stesso tempo, faticano a trovare una soluzione sul mercato libero. Sono alcune delle questioni più delicate con cui oggi si confronta Pontedera.

Di fronte a una domanda di edilizia residenziale pubblica che continua a essere significativa e a un patrimonio abitativo che necessita di manutenzione e interventi, il tema della casa si intreccia inevitabilmente con quello delle disuguaglianze sociali.

Ma le sfide dell’amministrazione comunale non si fermano qui: dalla rigenerazione urbana alle politiche di genere, dalla sicurezza alla digitalizzazione dei servizi pubblici, sono diversi i fronti sui quali il Comune è chiamato a intervenire.

VTrend ha intervistato Eleonora Pini, assessora del Comune di Pontedera con deleghe alle politiche abitative, edilizia residenziale pubblica ed edilizia sociale, pari opportunità, sistemi informativi e sviluppo dell’agenda digitale e polizia locale, per fare il punto sulle criticità attuali e sulle prospettive per i prossimi anni.

Un confronto che parte dalla casa e dall’emergenza abitativa, passando per gli interventi previsti per recuperare e ampliare il patrimonio ERP e per il ruolo che la rigenerazione urbana potrà avere nel futuro della città.

Pini affronta poi il tema delle nuove fragilità economiche e sociali, di quelle famiglie che pur lavorando si trovano in difficoltà, fino ad arrivare alla digitalizzazione dei servizi comunali e alle priorità che attendono Pontedera nei prossimi anni.

1. Qual è oggi la reale dimensione dell’emergenza abitativa a Pontedera e quanto è difficile rispondere alla domanda di case popolari?

“Ci troviamo in una fase storica dove l’abitare, inteso come diritto sociale fondamentale, è oggettivamente sotto pressione, vista l’escalation degli affitti e dei prezzi delle case nel mercato libero, rispetto ad un blocco della crescita dei redditi o addirittura ad una diminuzione del 6,6% rispetto al 1990.

Queste criticità portano ad un numero crescente di nuclei familiari con difficoltà di mantenere un alloggio adeguato, alla cosiddetta “fascia grigia” ovvero chi non ha i requisiti per accedere a una casa popolare, ma che da solo non riesce a trovare un alloggio sul mercato libero, con un impatto ancora più grave sulle fasce già svantaggiate e questa dilagante mancanza di alloggi a prezzi o condizioni accessibili si traduce in difficoltà tangibili, tra cui la grande richiesta di edilizia residenziale pubblica.

In questo quadro complesso, dove a livello nazionale, la politica riguardante il disagio abitativo trova come limite principale quello di risorse insufficienti rispetto al fabbisogno, la reperibilità di alloggi popolari è oggettivamente esigua, nonostante tutti gli sforzi che a livello comunale mettiamo in atto”.

2. Ci sono interventi concreti in programma per aumentare l’offerta di edilizia residenziale pubblica o sociale?

“Continuiamo ad impegnarci intensamente per reperire fondi e strumenti che ci possano aiutare nella manutenzione e ristrutturazione del nostro patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Questo perché i nostri immobili, come molta parte di quelli del territorio nazionale, sono in larga parte vetusti e necessitano sempre più di una maggior cura nella gestione quotidiana, oltre che straordinaria.

Come Amministrazione stiamo mettendo in campo, per quanto possibile rispetto alle nostre risorse economiche, anche con la disponibilità dei miei colleghi di Giunta, delle scelte precise per investire in modo ancora più concreto sulla tematica, continuando la scelta politica di impiegare sempre più risorse per le fasce più deboli.”

3. In che misura la rigenerazione urbana può diventare la risposta principale alle esigenze abitative della città?

“Speravamo che il Piano Casa, atteso da anni, potesse darci delle risposte più concrete sulla tematica, invece le risorse stanziate saranno insufficienti o parziali rispetto ai reali fabbisogni di manutenzione e crescita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; oltre questo, alcuni tempi di attuazione sono veramente stretti e non permetteranno ai soggetti di strutturarsi per partecipare e non si parla di singoli comuni ma ANCI sostiene che, per riuscire a partecipare in modo concreto alle progettualità, dovrebbero essere addirittura le 11 Aziende Regionali per la casa a doversi coordinare.

Nonostante le cifre appaiano notevoli, molta dell’azione per quanto riguarda il recupero è indirizzata verso i proprietari, con interventi che andranno a posizionarsi sul mercato con canoni concordati, utili per il futuro, ma di poco aiuto nell’odierno, in cui il mercato degli affitti è oggettivamente bloccato e gli utenti in situazioni di difficoltà continueranno a chiedere spazi nel campo dell’edilizia residenziale pubblica, in cui le risposte potranno essere limitate.”

4. Quali sono oggi le principali disuguaglianze su cui il Comune sta intervenendo e con quali strumenti concreti?

“Secondo dati dell’ufficio parlamentare di bilancio i salari di oggi sono più bassi del 6,6% rispetto al 1990, aumentando la differenza di potere di acquisto.

Questo ci mette di fronte a persone che, pur lavorando, non riescono a sostenere il costo delle spese di casa, degli affitti e della vita. Famiglie anche con due stipendi, nuclei singoli, giovani coppie, o anche anziani, persone che non hanno i requisiti per accedere ad aiuti socioeconomici, come anche la casa popolare e vedono aggravare la loro situazione, andando ad accrescere la “fascia grigia”; ormai non riceviamo più solo domande di aiuto economico, ma anche di supporto ed assistenza per servizi.

Il nostro obiettivo è quello di cercare di dare risposte a queste nuove esigenze, che non possono passare solo dall’assistenzialismo, ma devono essere volte, tramite percorsi seguiti, all’autonomia di chi si rivolge a noi.

Oltre a questi aspetti, notiamo come queste criticità incidano sull’isolamento tra i cittadini, andando ancor di più ad intensificare le vulnerabilità personali.

Per questo ci impegniamo, con l’aiuto di associazioni e cittadinanza, a dar vita a momenti di aggregazioni per varie fasce d’età, come i molti appuntamenti culturali gratuiti presenti in città, ad esempio la programmazione di luglio di “Fermata Pontedera”, o l’appuntamento di aprile con “Ponte di Parole”, o quello di marzo con “Pontedera delle donne”, per poi passare ad azioni più quotidiane, come ad esempio i vari doposcuola presenti anche in forma gratuita”.

5. A che punto è davvero la digitalizzazione dei servizi comunali e quali sono ancora i principali ritardi?

“Riuscendo ad intercettare fondi del PNRR siamo riusciti ad intensificare la digitalizzazione dei servizi al cittadino, ampliando la platea delle prestazioni dell’ufficio anagrafe e dell’ufficio edilizia e ad essere ancora più connessi con il portale dell’Unione Valdera, estremamente utile per noi; penso ad esempio allo stretto contatto per il “Bando Affitti 2026” in scadenza il prossimo 4 Settembre.

Oltre questo, il nostro sito comunale si presenta sempre più trasparente, con sezioni dedicate a specifiche aree tematiche, come il POC o il PNRR.

Questi nuovi collegamenti sono ben apprezzati dagli utenti e ne abbiamo riscontro tramite le valutazioni degli stessi rispetto alla nostra offerta, tanto da ricevere un punteggio pari a più di 3 stelle su 5, quindi abbondantemente sufficiente”.

6. Quali sono le priorità strategiche del suo assessorato per i prossimi anni?

“Sicuramente una sfida importante per i prossimi anni sarà quella di provare a rinnovare ed aumentare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, perché, ad oggi, a meno che il Governo nazionale non cambi nettamente la tendenza degli ultimi anni, la prospettiva è che le fasce più fragili e quella grigia andranno ad aumentare sempre più e ci sarà bisogno di interventi ancora più incisivi sul questo tema, ma senza un supporto forte dal livello nazionale sarà per noi estremamente difficile compensare domanda e sostegno.

Per quanto riguarda le altre deleghe, sulla Polizia Locale il lavoro e il supporto quotidiano dei nostri agenti è per noi di grande sostegno e dobbiamo continuare a implementare le politiche messe in campo fino ad oggi per tendere a un’azione sempre più qualificata.

Per le politiche di genere, tema per noi sempre più attuale, la volontà è quella di procedere nella direzione già delineata in questi anni di mandato dell’Amministrazione Comunale: basti pensare al ricco e variegato calendario di iniziative di “Pontedera delle Donne” che è stato realizzato grazie alla collaborazione con le associazioni del nostro territorio e con Ecofor Service, oppure alle politiche messe in atto per il bilancio di genere o alle iniziative di sensibilizzazione, come l’intitolazione delle piste ciclabili a donne che hanno spiccato in vari ambiti scientifici e culturali.

La digitalizzazione è indubbiamente un’opportunità ed il mondo digitale va avanti veloce. A noi spetta il compito di traghettare gli utenti, in un’epoca sempre più accessibile e per questo contiamo molto sui servizi di supporto alla cittadinanza messi in campo insieme all’Unione Valdera, come ad esempio i vari punti digitali presenti sul nostro territorio comunale, che potranno aiutare gli utenti nel rilascio dello Spid, nella compilazione del “Bando affitti 2026” o del prossimo “Bando di assegnazione degli alloggi ERP” che uscirà nei prossimi mesi (Informagiovani presso il Comune e la BiblioGronchi, Arci Valdera presso sede via Carducci, Unione Valdera presso sede via Brigate Partigiane).”

©Riproduzione Riservata 

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