Aggressioni in carcere: due agenti della Polizia Penitenziaria feriti in appena dodici ore. Il SAPPE denuncia il clima di crescente violenza.
“Due gravi aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria nel giro di appena dodici ore confermano, ancora una volta, il clima di crescente violenza che si vive all’interno della Casa circondariale La Dogaia di Prato”. È quanto denunciano Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, e Francesco Oliviero, segretario nazionale SAPPE per la Toscana.
La prima aggressione è avvenuta nella serata del 13 maggio 2026. Un detenuto di origine magrebina, già noto per episodi violenti durante precedenti carcerazioni, si è scagliato contro il Comandante dell’Istituto utilizzando un frammento di ceramica ricavato dopo aver distrutto il gabinetto della propria cella. Solo il pronto intervento dell’agente presente ha consentito di immobilizzare e disarmare il detenuto, evitando conseguenze ben più gravi. Il Comandante è stato costretto a ricorrere alle cure mediche per le ferite riportate a una mano.
La seconda aggressione si è verificata nella mattinata odierna. Un detenuto di origine africana, dopo aver preteso di effettuare un video-colloquio pur non essendone autorizzato, ha aggredito l’agente che si era rifiutato di accogliere la richiesta, scagliandogli contro un bidone dell’immondizia. Anche in questo caso il tempestivo intervento del personale in servizio sul piano ha evitato il peggio.
“Si tratta di episodi di una gravità inaudita che si ripetono con una frequenza ormai inaccettabile”, denunciano Capece e Oliviero. “Il personale della Dogaia opera quotidianamente in condizioni di estrema tensione, aggravate da croniche carenze di organico, ma continua con grande professionalità a garantire ordine e sicurezza all’interno dell’istituto”.
Il SAPPE esprime piena solidarietà al personale coinvolto nelle aggressioni e formula agli agenti feriti gli auguri di una pronta guarigione.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE torna inoltre a chiedere al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria la sospensione, per un congruo periodo di tempo, dell’assegnazione presso il carcere pratese di detenuti ad alta pericolosità e con profili particolarmente violenti.
“Non si può continuare ad appesantire una situazione già al limite – concludono i rappresentanti del SAPPE –. Serve un segnale concreto e immediato per tutelare chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dello Stato all’interno delle carceri”.





