Lavaiano, assemblea di No Valdera Avvelenata: chiesto a Giani di fermare nuove autorizzazioni e tutelare il territorio.
Si è svolta al circolo Arci di Lavaiano l’assemblea informativa promossa dall’associazione No Valdera Avvelenata sul progetto dell’impianto fotovoltaico.
L’incontro, secondo quanto riferito dall’associazione, ha registrato una partecipazione significativa nonostante le alte temperature.
Al centro della serata il tema della gestione del territorio e delle autorizzazioni alle aziende coinvolte in nuovi progetti. Al termine dell’assemblea è arrivata una richiesta rivolta direttamente al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e alla sua giunta.
L’associazione chiede infatti che, «sulla base dell’articolo 3 comma due dello statuto regionale e sulle indicazioni dell’Onu», non vengano concesse alle aziende che, secondo quanto sostenuto da No Valdera Avvelenata, sono coinvolte nell’occupazione dei territori e nel genocidio del popolo palestinese, «nessun tipo di autorizzazione a fare affari e profitti sul nostro territorio».
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle trasformazioni territoriali a Lavaiano. L’associazione critica l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Mori, sostenendo che «senza nessuna consultazione della propria comunità» avrebbe consegnato «alla speculazione i Poggini e altri terreni a Lavaiano».
Da qui la contrarietà dell’associazione all’ipotesi di ulteriori interventi sul territorio da parte di una multinazionale israeliana. Nel comunicato, No Valdera Avvelenata utilizza toni fortemente critici nei confronti del sindaco Mori, accusandolo di non aver assunto una posizione politica sulla vicenda.
«Le norme caro sindaco Mori, non ti impediscono di informare i cittadini e di prendere una posizione politica», afferma l’associazione, aggiungendo che, a suo giudizio, l’assenza di una presa di posizione significherebbe essere «semplicemente un servo complice di coloro che vengono a fare affari e devastare l’ambiente e il paesaggio delle nostre terre».
L’assemblea si è conclusa con una riflessione più ampia sul tema dell’energia e della transizione ecologica. Secondo No Valdera Avvelenata, non si sarebbe di fronte a un processo di nazionalizzazione dell’energia, ma a una «crisi sistemica del capitalismo», che l’associazione collega alla guerra e a una riorganizzazione della catena del valore e dei consumi.
«La transizione ecologica non c’entra nulla», sostiene infine l’associazione, secondo cui dietro le cosiddette energie rinnovabili opererebbero gli stessi soggetti che controllano «il fossile e l’industria delle armi».
L’iniziativa si inserisce dunque nel percorso di mobilitazione dell’associazione sui temi della tutela del territorio, della gestione del suolo e dei nuovi progetti energetici nell’area della Valdera.





