Il Pisa chiude l’andata con un numero di gol che fa riflettere: l’approfondimento sulla sterilità offensiva degli attaccanti ma non solo.
Il dato che colpisce più di tutti, oltre ai punti totalizzati, è chiaro alla fine del girone di andata. Il Pisa arriva a metà campionato con 13 reti in 19 partite e un solo gol all’Arena, numeri che spiegano meglio di qualsiasi analisi il perché di una classifica che non rispecchia ambizioni e prestazioni viste.
Il tema principale resta la scarsa incisività del reparto offensivo. Gli attaccanti (leggi qui) hanno faticato a trovare continuità, spesso isolati, altre volte poco lucidi negli ultimi sedici metri. Le occasioni non sono mancate, ma la sensazione è che alla squadra manchi quella ferocia sotto porta che in Serie A fa la differenza tra una partita ben giocata e una portata a casa.
Riduttivo però fermarsi solo al rendimento delle punte. Il problema è più esteso e coinvolge l’intera struttura. Da Touré, per esempio, ci si attendeva un apporto più consistente. La sua presenza fisica e la capacità di inserirsi avrebbero dovuto garantire gol pesanti. L’obiettivo dichiarato mesi fa era ambizioso, 6 reti, ma il bilancio provvisorio racconta di un solo centro e di un’influenza limitata negli ultimi metri, dove spesso arriva con poca fame di incidere
Il contributo dei centrocampisti in generale è al di sotto delle aspettative. Poca pericolosità dalla distanza e pochi inserimenti senza palla, se non quelli di Piccinini. Il Pisa costruisce, palleggia, ma raramente colpisce. Akinsanmiro, Marin, Aebischer, Angori, Vural, Hojholt e il sopracitato Piccinini sono tutti fermi a quota zero gol.
C’è il capitolo difesa poi. In un campionato dove le reti dei centrali sui piazzati possono spostare equilibri, l’assenza di esse pesa. Canestrelli e Caracciolo sono sempre presenti nell’area avversaria sui calci da fermo, ma finora senza risultati utili. Caracciolo aveva indicato quota 3 come traguardo personale, un obiettivo non impossibile per un difensore con la sua presenza fisica. Al momento, però, lo score resta vuoto, così come quello di Canestrelli.
Il Pisa non è una squadra povera di idee, ma oggi è fragile nella concretezza. Ritrovare gol sparsi da tutta la formazione, non solo dagli attaccanti, è una delle vere urgenze per trasformare le buone prestazioni in punti pesanti.
A cura di Matteo Casini





