Dopo settimane di emergenza, il Pisa ritrova uomini a centrocampo: ora Gilardino dovrà gestire scelte, gerarchie e concorrenza interna.
Dall’emergenza alla sovrabbondanza nel giro di pochi giorni. Il Pisa si ritrova oggi con un centrocampo finalmente quasi al completo, forse persino troppo, in un momento delicato della stagione (leggi qui).
Mister Gilardino ha dovuto attraversare settimane complicate, fatte di assenze a catena e uomini contati in più reparti. Ora però la linea mediana nerazzurra è tornata pressoché integra, con la sola eccezione di Vural, ancora alle prese con un problema al ginocchio che ne rallenta il rientro. Per il resto, il tecnico si trova davanti a scelte ampie e qualitativamente diverse, una condizione che cambia lo scenario per il proseguo del campionato.
Il sistema di riferimento resta e resterà il 3-4-2-1, modulo ormai consolidato, che prevede però soltanto due interpreti centrali. Uno è già scritto a penna indelebile ed è Aebischer, per continuità, rendimento e centralità nel sistema di gioco. Accanto allo svizzero si apre invece un vero e proprio ballottaggio a cinque, destinato a diventare uno dei temi caldi per il futuro, secondo La Nazione.
Marin ad oggi potrebbe partire con un leggero vantaggio per quanto mostrato nelle ultime uscite. Ma la sua titolarità non è scontata. Akinsanmiro è rientrato dalla Coppa d’Africa e, prima della partenza, era il centrocampista più incisivo per intensità e dinamismo. È difficile pensare che Gilardino possa tenerlo a lungo fuori.
C’è poi Loyola, investimento importante e profilo moderno, che una volta ultimate le pratiche di trasferimento sarà considerato a tutti gli effetti una risorsa primaria. Il suo inserimento potrebbe ridisegnare le gerarchie. Quindi Piccinini, il quale resterà probabilmente da giocarsi nella ripresa, ideale per spaccare le partite quando le squadre si allungano. Infine, resterà sempre più defilata la candidatura di Hojholt, che rischia di scivolare ai margini della rosa.
Gestire la chiara abbondanza sarà una nuova sfida per Gilardino. Le rotazioni diventeranno inevitabili, ma solo il campo dirà chi saprà trasformare questa concorrenza in valore aggiunto. A centrocampo, il Pisa ha smesso di sopravvivere: adesso è arrivato il momento delle scelte.
A cura di Matteo Casini





