Cosa ha lasciato il rogo nell’impianto di rifiuti di Vecchiano? ARPAT ha avviato controlli su aria e vegetazione. Ecco cosa emerge finora.
L’11 luglio 2026 è divampato un incendio presso l’azienda Spedi, impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi e non, situato nella zona industriale di Migliarino, nel comune di Vecchiano (PI).
Il personale di ARPAT, attivato dalla Protezione Civile, è intervenuto effettuando un’ispezione dell’area interessata. L’incendio ha distrutto una parte dove erano presenti scaffalature interne per lo stoccaggio dei rifiuti e la copertura. Durante il sopralluogo è stata richiesta la documentazione necessaria per ricostruire la natura e la quantità dei rifiuti coinvolti nell’incendio.
Dalle verifiche effettuate è emerso che il capannone è dotato di griglie e sistemi di raccolta dei fluidi percolanti: le acque di spegnimento risultano attualmente contenute all’interno della struttura. È previsto la loro aspirazione, insieme alle acque meteoriche, per evitare l’immissione nella rete di raccolta delle acque piovane.
Come previsto dai protocolli d’emergenza, ARPAT ha realizzato uno studio previsionale sulle condizioni meteorologiche (temperature e venti) durante l’incendio, al fine di individuare le possibili aree di ricaduta degli inquinanti.
Nelle zone individuate sono stati effettuati, il 13 luglio, campionamenti di vegetali a foglia larga per verificare l’eventuale presenza di contaminanti.
Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili gli esiti delle analisi dei campioni di vegetali a foglia larga e dei filtri delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria più vicine all’area dell’incendio. Fonte: Arpatoscana





