Famiglia composta da tre persone rischia di restare senza casa a Santa Croce sull’Arno dopo uno sfratto esecutivo.
Una famiglia composta da tre persone, tra cui un minore, si troverebbe senza abitazione dopo uno sfratto esecutivo avvenuto lo scorso 21 aprile. La vicenda, resa nota dalla sezione del Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini, ha portato alla presentazione di una diffida formale indirizzata al Sindaco di Santa Croce sull’Arno per chiedere un’assegnazione immediata di un alloggio stabile.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la famiglia – il padre, la madre e il figlio minorenne – fino al 2024 avrebbe condotto una vita regolare e autonoma. Il capofamiglia, cittadino di origine senegalese ma ormai italiano da molti anni, avrebbe lavorato stabilmente fino all’insorgere di una grave patologia invalidante, riconosciuta ai sensi della legge 104/92 e legata, sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, a cause di lavoro. La condizione di salute avrebbe comportato l’impossibilità di proseguire l’attività lavorativa e, dopo il periodo di comporto, il conseguente licenziamento.
La perdita del reddito avrebbe innescato una situazione di morosità che ha portato allo sfratto esecutivo. Da quel momento, la famiglia risulterebbe priva di una sistemazione abitativa stabile.
L’Unione Inquilini segnala inoltre che il Comune avrebbe attivato una sistemazione temporanea in scadenza il prossimo 10 giugno, definita dall’associazione come una soluzione emergenziale e non risolutiva. Nel comunicato viene anche riportato un passaggio particolarmente critico: secondo quanto riferito, ai servizi sociali sarebbe stato attribuito l’invito rivolto al capofamiglia di “riportare il figlio in Senegal”.
L’associazione sottolinea che tutti i membri della famiglia sarebbero cittadini italiani e che tale indicazione risulterebbe “gravemente inaccettabile” sotto il profilo dei diritti e della dignità personale.
Nel testo della diffida, l’organizzazione sindacale richiama inoltre la disponibilità di alloggi popolari sfitti nel territorio comunale, chiedendo che venga individuata una soluzione abitativa stabile e dignitosa, in linea con il diritto all’abitazione e la tutela dei minori.
“La casa non è una concessione ma un diritto fondamentale”, ribadisce la sezione Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini, sollecitando un intervento urgente da parte dell’amministrazione comunale. Fonte: Comunicato stampa Unione Inquilini Sezione Valdarno Inferiore, Pisa





