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Santa Croce in Europa, la città conciaria ammessa al “New European Bauhaus” (NeB)

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Giannoni: “Con questa candidatura abbiamo voluto provare a dare una nuova prospettiva europea alla nostra cittadina”

SANTA CROCE SULL’ARNO – La prospettiva di Santa Croce diventa europea. Negli ultimi giorni il programma di sviluppo pensato dall’amministrazione Giannoni è valso al comune conciario l’accesso al “New European Bauhaus: From vision to implementation”, ovvero in italiano “Il nuovo Bauhaus europeo, dalla visione all’attuazione”, più conosciuto con l’acronimo NeB, definito come un’iniziativa politica e di finanziamento della Commissione Europea per l’attuazione di buone pratiche.

In altre parole il progetto è piaciuto a livello europeo e non solo è stato apprezzato, ma ha dischiuso le porte del NeB a Santa Croce sull’Arno.

Il NeB è una costola di Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione.

Ma al di là della definizione, il NeB è un gruppo di soggetti estremamente selezionati dai funzionari della Commissione europea a cui si accede presentando progetti ritenuti meritevoli. Al momento tra gli enti pubblici italiani vi compaiono: la Provincia Autonoma di Bolzano, il Comune di Genova, il Comune di Torino, la Regione Toscana, la Regione Liguria e il Comune di Santa Croce sull’Arno, ultimo ad entrare in ordine cronologico.

Santa Croce sull’Arno diventa quindi la sesta public authority in Italia ad essere ammessa. Ha presentato un progetto dove sono state tracciate le linee guida della trasformazione del territorio, elaborato dagli amministratori comunali avvalendosi di varie collaborazioni di professionisti, la principale quella del professor Giuseppe Martorana e del segretario comunale Daniele Longo. In questo piano si ripensa il futuro di Santa Croce in termini urbanistici, economici, sociali e ambientali, intesi come miglioramento complessivo del contesto urbano che deve tendere ad una maggiore fruibilità e bellezza.

“Con questa candidatura – spiega il sindaco Roberto Giannoni – abbiamo voluto provare a dare una nuova prospettiva alla nostra cittadina. Una prospettiva che ci porti fuori dal cortile di casa e che ci faccia guardare al contesto europeo. Alla fine in Europa ci siamo e quindi è bene cominciare a pensare in questa direzione, non sono più i tempi in cui si riusciva a fare tutto da soli avulsi da ogni contesto. Avere una prospettiva europea inoltre – continua Giannoni – ci proietta nel futuro e ci apre a possibilità estremamente importanti. È un cambio di prospettiva e di metodo: se fino ad ora Santa Croce si confrontava prevalentemente al suo interno, ora, se vuole ripartire, dovrà confrontarsi a tutti i livelli e in tutti gli ambiti con realtà più grandi, che possono però essere generatrici e promotrici di opportunità.

Essere in questo contesto esclusivo del NeB ci mette in relazione con un mondo che in passato non abbiamo frequentato – continua Giannoni – come Comune di Santa Croce e da ora in poi invece lo dovremo frequentare con interesse e attenzione. Da qui possono nascere grandi opportunità e grandi progetti che da soli magari non saremmo mai riusciti a fare. Insomma, per pensare la Santa Croce del futuro bisogna proiettarla in un contesto un po’ più ampio di quello dove abitualmente poniamo la nostra realtà”.

Essere ammessi nel NeB, insomma una ristretta cerchia di soggetti sia a livello italiano che europeo, significa aver presentato un progetto d’insieme che è stato ritenuto meritevole dalla commissione e che ammette il comune di Santa Croce in questo ambito che fornisce prevalentemente due tipi di sostegno economico, finanziando o cofinanziando i progetti che possono essere sviluppati anche dalle realtà professionali di alto profilo che sono state ammesse alla stessa cerchia.

Nel NeB infatti compaiono varie università italiane: La Sapienza di Roma, La Normale di Pisa, l’Università di Bologna Alma Mater, Roma Tre, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e altre realtà che oltre a fare formazione producono ricerca. A livello europeo poi vi sono partner di altissimo profilo e prestigio: un nome su tutti, il Bauhaus-Universität Weimar, erede di una realtà che ha fatto la storia dell’urbanistica e dell’architettura del ‘900.

Sui progetti, secondo le linee guida, il NeB opera su passaggi chiave come il coinvolgimento delle persone a livello locale, la fornitura di strumenti e indicazioni, la costruzione di soluzioni su misura per ogni realtà, l’integrazione dei punti di vista delle diverse parti interessate e lo scopo è dare priorità alle persone e all’inclusione sociale, ma anche all’economia per promuovere la competitività e l’autonomia strategica dell’Unione europea.

Il disegno di rilancio di Santa Croce presentato al NeB si articola su un periodo piuttosto lungo, almeno fino al 2030, e passa da vari punti tra cui la valorizzazione delle peculiarità del territorio di Santa Croce, che non può prescindere dalla sua attività principale ovvero quella conciaria, la rigenerazione del territorio e del centro storico e la rigenerazione urbano-rurale di Staffoli e del paesaggio agricolo.

Altro aspetto è la creazione di spazi che possano permettere il rilancio del polo conciario come centro di ricerca e scambio e come simbolo di Santa Croce. Tutto con l’obiettivo di ridare una dignità al territorio dove la bellezza e la fruibilità degli spazi urbani possano diventare generatrici di progresso economico e sociale. Alla fine, come è noto a Santa Croce, si producono pelli bellissime per grandi marchi della moda e per tanto quella bellezza va estesa in senso lato anche al territorio.

Fare tutto questo ora che Santa Croce è inserita nel NeB dovrebbe essere più facile e più sostenibile.

Perché si chiama New European Bauhaus

Il Bauhaus era una scuola di formazione per artigiani, artisti e archetti, fondata in Germania nel 1919 da Walter Gropius a Weimar. Sarà una scuola con una vita travagliata, nel ’25 si trasferirà a Dessau e nel ’33 verrà chiusa dai nazisti, ma questo non impedirà a Gropius lasciare il segno nella storia, dalla sua scuola passeranno i maggiori architetti, designer e artisti del ‘900, più di ogni altra corrente di pensiero artistico, quello che verrà sviluppato dal Bauhaus nella sua breve vita, influenzerà la cultura architettonica e del designer dopo il 1945.

Bauhaus in tedesco è un termine arcaico, che indicava la loggia dei muratori nei cantieri delle grandi cattedrali medievali o secondo altri è un riferimento all’uomo faber come progettista e costruttore. L’idea di base era quella di trasferire competenze dall’artista all’artigiano e viceversa. Nel Secolo breve infatti il Bauhaus fu il punto di partenza da dove le teorie funzionaliste e razionaliste, che covavano sotto la brace della cultura ufficiale dalla fine del ‘700 in parte e in parte dalla seconda rivoluzione industriale, trovarono piena attuazione con l’applicazione dei processi seriali.

Da qui ripartì il pensiero architettonico e artistico del dopoguerra. Solo per citare alcuni dei grandi nomi passati dalla Bauhaus merita ricordare, per citarne alcuni, Marcel Breuer l’inventore delle famose sedie e l’architetto Ludwig Mies van der Rohe.

Quindi è facile capire perché l’Unione europea abbia deciso di chiamare questa ristretta cerchia di soggetti New Bauhaus, perché da qui si getteranno le basi e le idee per la ripartenza dell’Europa.

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