Intervista a Sara Liberto, Presidente della Deputazione di Santa Ubaldesca: la Regata Storica di Calcinaia, la tradizione del Maggio Calcinaiolo e il legame con la patrona del paese raccontati tra storia, identità e comunità sulle rive dell’Arno.
Sulle rive dell’Arno, a Calcinaia, la tradizione si rinnova da 189 anni a maggio. La Regata Storica rappresenta uno dei momenti più identitari per la comunità: alle 17.30 di domenica 24 maggio la giornata si apre con la sfilata storica in costume dei tre rioni – Montecchio, Oltrarno e La Nave – e dei vogatori, per poi lasciare spazio alla gara sul fiume Arno, disputata su un percorso di circa 700 metri.
La competizione, disputata su lance a sei vogatori con timoniere, rievoca l’antica attività dei navicellai calcinaioli che trasportavano merci fino al porto di Livorno. Tutto si svolge in onore di Santa Ubaldesca Taccini, patrona di Calcinaia. A chiudere il quadro delle celebrazioni del Maggio Calcinaiolo è il sabato con la cena storica e la tradizionale tombola.
In questo contesto di forte identità storica e comunitaria, VTrend ha intervistato Sara Liberto, Presidente della Deputazione di Santa Ubaldesca.
Può raccontarci brevemente la storia della Deputazione di Santa Ubaldesca e le sue origini, risalenti al 1799?
“La DSU nasce proprio nel 1799 con lo scopo di diffondere e celebrare la vita e i valori di Ubaldesca. I Calcinaioli hanno sempre conservato l’affetto che li legava a questa figura nata a Montecchio, la sua storia era conosciuta in tutte le famiglie e i suoi miracoli raccontati ai bambini. Nata a Calcinaia, ma vissuta per gran parte della sua vita a Pisa, il suo corpo era conservato nella Chiesa del Santo Sepolcro, ma la devozione dei pisani era ormai in declino.
All’epoca i calcinaioli avevano solo la reliquia del suo braccio (concessa da Pisa nel 1643), ma la loro tenacia e l’affetto che li legava alla figura di Ubaldesca fecero sì che nel 1924 il Cardinale Maffi concedesse alla comunità l’intero corpo. Da allora è stato un crescendo, i calcinaioli si sono sempre più identificati in questa figura e hanno sempre curato attraverso l’operato della DSU i festeggiamenti in suo onore.”
Qual è oggi la missione principale dell’associazione?
“La nostra associazione cura la festa patronale con la collaborazione dei tre Rioni (La Nave, Montecchio e Oltrarno) e, attraverso mostre, conferenze, celebrazioni, contribuisce alla diffusione della devozione di Santa Ubaldesca, dei valori di solidarietà, condivisione e cura dei fragili che hanno contraddistinto la sua vita e che la rendono ancora oggi un modello da imitare.”
Di cosa vi occupate materialmente?
“La DSU si occupa della Sagra della Nozza, ovvero della produzione e vendita di questo dolce tipico e unico del nostro territorio, della gastronomia durante tutte le feste del Maggio Calcinaiolo e, in collaborazione con i Rioni, della Regata storica, giunta quest’anno alla sua 189° edizione, oltre alla Sfilata storica e al Palio remiero, alla sua 4° edizione.”
VIDEO/ Sagra della Nozza: a Calcinaia torna la tradizione più dolce
Domenica 17 maggio, andrà in scena il Palio Remiero, che andrà ad anticipare la tradizionale regata storica. La competizione del Palio Remiero è stata creata per valorizzare il lavoro dei vogatori (coinvolgendo maggiormente anche le riserve), che devono dedicarsi seriamente alla preparazione agonistica senza finalizzare il tutto in un’unica competizione, molto sentita da tutta la provincia di Pisa.
Chi era Santa Ubaldesca Taccini e perché è così importante per Calcinaia? Quali valori rappresenta per la comunità?
“Ubaldesca nasce a Calcinaia nel 1145, qui matura la decisione più grande della sua vita, quella di dedicarsi agli ultimi e all’età di 15 anni entra nel convento di S. Giovanni in Pisa. L’Arcivescovo di Pisa di allora, Federico Visconti, descrive il suo tempo come un periodo di eccezionale fioritura spirituale, e riconosce in Ubaldesca uno dei cosiddetti Santi Pisani, insieme a Ranieri, Bona, Torpè e Domenico Vernagalli. Ubaldesca la sentiamo particolarmente vicina perché è nata nel nostro territorio.
Molti paesi possono vantare santi che vi hanno vissuto per un periodo, ma più raramente si ha la fortuna di avere un santo locale. La sentiamo una di noi e soprattutto la vediamo come paradigma di una vita spesa per gli altri, in una prospettiva di comunione fraterna e valori di cui oggi abbiamo sempre più bisogno. Il legame con la nostra Santa ha favorito inoltre la nascita di collaborazioni con l’Ordine di Malta e con le comunità maltesi, rivelandosi un ponte capace di creare connessioni in diversi luoghi.”
La storia. Ubaldesca Taccini nacque a Calcinaia il 23 maggio 1136. A soli quindici anni entrò nel convento di San Giovanni a Pisa, scegliendo la vita religiosa nell’Ordine Gerosolimitano, oggi noto come Ordine dei Cavalieri di Malta. La sua esistenza fu interamente dedicata all’assistenza dei poveri, degli ammalati e degli ultimi, attraverso opere di carità che la resero amatissima già in vita.
Morì il 28 maggio 1206, nel giorno della Santissima Trinità. Fin da subito il popolo iniziò a venerarla come Santa, riconoscendole un esempio straordinario di fede e misericordia.
Le sue reliquie furono inizialmente custodite nella Chiesa del Santo Sepolcro di Pisa, anticamente legata ai Templari. Nel corso dei secoli la comunità calcinaiola chiese più volte che la propria Patrona potesse tornare nel paese natale: nel 1643 venne concessa la reliquia del braccio destro, mentre nel 1924 il Cardinale Pietro Maffi autorizzò il trasferimento dell’intero corpo della Santa, oggi conservato con profonda devozione nella Chiesa di San Giovanni Battista di Calcinaia.
IL VIDEO REPERTORIO
Come si sono evolute le celebrazioni nel corso degli anni?
“La Sagra della Nozza è nata negli anni ’70 quasi per caso. Era un dolce tipico del territorio fatto in casa dalle nostre nonne e bisnonne in occasione dei matrimoni, a cui deve il nome. Un gruppo di calcinaioli doc suggerì di farne una sagra, in modo che anche Calcinaia potesse fregiarsi di avere la sua festa paesana.
La Regata invece affonda le sue radici negli anni ’30 dell’800 quando moltissimi calcinaioli erano navicellai e protagonisti in quegli anni di competizioni sul fiume che coinvolgevano anche zone limitrofe come Uliveto e Porta a Mare. Col tempo, le Regate sono entrate a far parte delle celebrazioni paesane e tutt’oggi vedono gareggiare nelle acque dell’Arno le barche storiche dei nostri tre Rioni.
La Sfilata storica, infine, con circa 300 costumi rievoca le tre zone socio-geografiche di Calcinaia: la parte nobiliare della rocca per La Nave, la zona borghese per Montecchio e la campagna rurale per Oltrarno.”
Che ruolo ha la Deputazione all’interno della Regata Storica sul fiume Arno?
“Tutta la manifestazione sportiva, sia Regate che Palio, viene organizzata con la collaborazione fattiva dei Rioni, tre realtà che operano in sinergia con noi e che qui ringrazio nella figura dei loro presidenti, Stefano Neri per La Nave, Italo Bacchereti per Montecchio e Angelo De Martino per Oltrarno.
La DSU si occupa con loro della manutenzione delle barche storiche (che speriamo presto di poter rinnovare con il contributo di tutti i calcinaioli), segue la stesura del percorso di boe in Arno e tutti i dettagli tecnici e burocratici della manifestazione.
È un momento di grande condivisione, perchè nonostante il giusto spirito agonistico fra zone storiche del nostro paese, tutti contribuiscono alla riuscita di questa competizione sportiva, dedicata alla nostra Santa.”
Quanto è importante il legame tra la Santa e questa manifestazione?
“Come dicevo è un legame inscindibile, forse l’immagine più significativa è quella della domenica della Regata (quest’anno il 24 maggio), quando in chiesa avviene la benedizione dei gonfaloni e degli equipaggi, e tutta la comunità intona l’inno a Santa Ubaldesca, sventolando i fazzolettoni dei colori dei rioni, in un clima commosso e profondamente partecipato.”
In che modo la Deputazione contribuisce a mantenere viva l’identità storica e culturale di Calcinaia?
“Il Maggio Calcinaiolo che organizziamo è un momento per riscoprire le nostre radici, ma ci insegna anche a vivere il presente e a pensarci nel futuro. Anche il nostro Direttivo, quasi del tutto rinnovato a dicembre scorso, è composto da persone motivate, che operano per questi obiettivi con spirito di condivisione e collaborazione.
Voglio ringraziarli qui per il loro grande lavoro e sostegno: Andrea Angiolini (vice presidente), Aldo Macchi (cassiere), Gianluca Alessandrucci (segretario), Nicola De Martino, Debora Giampieri, Filippo Biasci, Sauro Braccini, Marco Cavallini, insieme ai revisori dei conti Guido Mosti e Nicola Reali.
Senza contare che la festa riesce grazie alla presenza di oltre cento volontari e che è sostenuta e supportata dalla Parrocchia, dall’Amministrazione e dalle associazioni del territorio. Questo impegno corale, silenzioso ma costante, è ciò che dà vita al paese e mantiene viva la tradizione.”
Come si riesce a tramandare questa tradizione alle nuove generazioni?
“Sicuramente con l’esempio. È sempre più difficile avvicinare i giovani ad una realtà che sembra lontana dal loro tempo, ma i ragazzi che collaborano alla festa finiscono per riconoscere un’atmosfera antica che risveglia in loro valori di condivisione spesso dimenticati.”
Quali sono le sfide principali per il futuro della Deputazione?
“Mantenere viva la nostra identità, la nostra tradizione e promuovere i valori di Ubaldesca, rimanendo al tempo stesso in ascolto dei segni dei tempi. L’obiettivo è avvicinare sempre più la festa alla comunità, accogliere suggerimenti e proposte da chiunque abbia a cuore questa tradizione e mantenere le porte aperte a tutti coloro che vorranno collaborare.”
Cosa rappresenta per lei personalmente questa giornata di celebrazioni e la Regata Storica?
“Sono una calcinaiola doc e ricordo ancora la mia infanzia vissuta in attesa del Maggio, quando tutti si vestivano con i colori del proprio rione e perdevano la voce sulle sponde dell’Arno, sostenendo la propria barca.
Essere qui oggi a parlare ancora di questa appartenenza, di queste radici, mi fa pensare che per tenersi strette le cose buone serve forza e determinazione, ma soprattutto qualcuno con cui condividerle. Per questo il mio grazie va a tutti coloro che hanno, a vario titolo, condiviso un po’ del loro tempo per realizzare questo obiettivo comune.”
Qual è il messaggio che vuole lasciare ai cittadini e ai partecipanti?
“Quello di esserci e di partecipare, di venire a Calcinaia, di staccare dalla frenesia quotidiana e tornare indietro nel tempo, vivendo le nostre rievocazioni storiche e riscoprendo i valori della condivisione.”






