Respinto dalla maggioranza di governo l’ordine del giorno presentato dall’opposizione parlamentare per correggere la nuova classificazione dei Comuni montani e fissare tempi certi per l’emanazione dei decreti attuativi.
Respinto dalla maggioranza di governo l’ordine del giorno presentato dall’opposizione parlamentare per correggere la nuova classificazione dei Comuni montani e fissare tempi certi per l’emanazione dei decreti attuativi.
La proposta puntava a rivedere i criteri introdotti dalla riforma – basati su parametri altimetrici e di pendenza – che, secondo i promotori, rischiano di penalizzare centinaia di enti locali, mettendo a rischio l’accesso alle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
Nonostante alcune revisioni parziali dell’elenco dei Comuni interessati, apportate dopo le proteste di istituzioni e amministratori locali, restano criticità e preoccupazioni diffuse. In particolare, manca ancora il secondo decreto, ritenuto decisivo per la concreta distribuzione dei fondi, con il conseguente clima di incertezza che pesa soprattutto sui territori più fragili.
La richiesta avanzata dall’opposizione era quella di rivedere i criteri adottati e reinserire i Comuni esclusi o penalizzati, al fine di evitare un ampliamento delle disuguaglianze territoriali.
Sulla vicenda è intervenuto anche Giacomo Santi, sindaco di Volterra, che ha ribadito l’impegno a continuare a sollecitare interventi a tutela delle comunità montane e delle amministrazioni coinvolte.





