Al Cnr ripartono gli incontri di Area aperta per il pubblico. Si inizia con un libro ed uno spettacolo teatrale su tematiche ambientali affrontate da scienziate.
Il 13 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni dei 25 anni dell’Area della Ricerca di Pisa, si aprirà il nuovo ciclo di Areaperta, iniziativa multidisciplinare di divulgazione scientifica dell’Area. In programma per questo autunno, tre cicli di conferenze su temi quali ambiente, salute e beni culturali.
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Il 13 ottobre l’esordio è con il ciclo dedicato all’ambiente. La giornata è scandita da una conferenza mattutina per le scuole in cui sarà presentato il libro “Scienziate visionarie” di Cristina Mangia (Isac-Cnr) e Sabrina Presto (Icmate-Cnr). Il libro esplora temi oggi cruciali raccontando scienziate che hanno affrontato sfide globali legate ad ambiente e salute. Dalle fabbriche alle foreste, dall’evoluzione alle discariche, dal nucleare alle guerre, queste donne hanno trasformato la ricerca, sfidando le convenzioni e ridefinendo il panorama scientifico.
Alle 17.30, nell’auditorium del Cnr, si apre il sipario su “Scienziate visionarie. Il mondo che vogliamo”. Lo spettacolo si avvale della consulenza scientifica di Cristina Mangia, fisica ambientale, ricercatrice al Cnr, di Sabrina Presto, ricercatrice e divulgatrice al Cnr, e dell’elaborazione scenica con regia di Maria Eugenia D’Aquino, ed utilizza la formula di rivelare sulla scena storie, testimonianze di donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza, in collaborazione con le figure e le istituzioni più rappresentative nell’ambito dell’affermazione delle donne nel progresso scientifico.
Questa è la volta di Donella Meadows e Alice Hamilton, due figure chiave nella sostenibilità ambientale, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro, che hanno avuto una loro visione da cui si sono lasciate guidare, sfidando posizioni scientifiche consolidate, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente, di salute umana e di sviluppo sostenibile, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica.





