Zona stazione Pisa centrale: il Comitato Le Stazioni denuncia spopolamento, affitti turistici fuori controllo, degrado e insicurezza, proponendo soluzioni per residenzialità, servizi, commercio e sicurezza urbana.
Un quartiere storico che rischia di perdere la propria identità residenziale, schiacciato tra speculazione immobiliare, pressione turistica, degrado e carenza di servizi. È questo il quadro tracciato dal vice presidente del Comitato Le Stazioni, Alberto Bozzi, nel comunicato che mette sotto la lente d’ingrandimento le criticità dell’area attorno a Pisa Centrale e avanza una serie di proposte rivolte alle istituzioni cittadine.
Residenzialità in crisi
Il primo nodo riguarda il progressivo spopolamento del quartiere. Appartamenti vuoti da anni, edifici interamente disabitati – come la proprietà Pampana in via Puccini, con decine di immobili inutilizzati – e un mercato degli affitti sempre meno accessibile alle famiglie stanno allontanando i residenti stabili. Secondo il Comitato, il sistema degli affitti concordati adottato dal Comune di Pisa non incentiva l’insediamento a lungo termine, spingendo i proprietari verso il mercato libero o verso l’offerta turistica, molto più redditizia. Da qui la richiesta di rivedere rendite catastali e politiche fiscali, per riportare la casa a una funzione abitativa e non solo speculativa.
Turismo e regole aggirate
Un altro fronte caldo è quello delle locazioni brevi e delle strutture extra-alberghiere. Il Comitato denuncia un uso distorto della normativa, con B&B e affittacamere mascherati da semplici locazioni, spesso in violazione della legge regionale toscana. Un fenomeno che riduce ulteriormente l’offerta di alloggi per i residenti e altera il tessuto sociale del quartiere. In questo contesto pesa anche l’impugnazione della legge regionale da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, citata come uno degli elementi che rallentano l’applicazione delle regole. La richiesta è chiara: controlli, rispetto delle norme e una disciplina comunale orientata all’interesse collettivo.
Commercio senza quartiere
La desertificazione residenziale si riflette anche sulla rete commerciale. Negozi di vicinato in difficoltà, fondi trasformati in magazzini o minimarket, vendita irregolare di alcolici e un’offerta sempre più rivolta ai turisti anziché ai cittadini. Per il Comitato, senza residenti non può esistere un commercio sano e duraturo: serve una pianificazione urbanistica che riporti equilibrio e servizi essenziali.
Parcheggi e servizi mancanti
Vivere in zona stazione significa anche fare i conti con una cronica carenza di parcheggi per i residenti. Stalli blu occupati da pendolari, turisti e utenti delle strutture ricettive rendono difficile la quotidianità di chi abita nel quartiere. La proposta è l’istituzione di una zona a sosta limitata, controllata da telecamere, che garantisca il parcheggio ai residenti e consenta solo brevi soste ai non residenti.
Sicurezza e degrado
Infine, il tema più sensibile: sicurezza e degrado urbano. Spaccio, commercio abusivo e scarsa conoscenza dell’utilizzo reale degli immobili alimentano un clima di insicurezza diffusa. Il Comitato chiede un presidio stabile: vigili di quartiere con funzioni amministrative e di controllo continuo, affiancati da una presenza permanente delle forze dell’ordine, in una zona che registra milioni di passaggi ogni anno.
Un approccio integrato
La riqualificazione dell’area stazione, conclude il comunicato, non può essere affidata a interventi sporadici. Occorre una strategia complessiva che rimetta al centro la residenzialità stabile, il rispetto delle regole, la qualità dei servizi e la sicurezza urbana. Solo così la zona della stazione potrà tornare a essere un quartiere vivo e abitabile, e non soltanto una porta di passaggio della città di Pisa. Fonte: Comunicato stampa Comitato Le Stazioni





