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TerricciolaSiCura: Terricciola è libera e deve essere di tutti

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TERRICCIOLA. Non si placa il botta e risposta tra le due parti politiche maggioranza e opposizione del comune di Terricciola. Il gruppo politico all’opposizione di TerricciolaSiCura i cui consiglieri Elena Baldini Orlandini, Matteo Arcenni, Matteo Leggerini e Sauro Colombini così ribadiscono alla maggioranza comunale:

“Apprendiamo dai mezzi di informazione locale, e non dal sindaco in prima persona, – si riporta nel documento dei consiglieri all’opposizione – che il consiglio comunale di venerdì 22 maggio sarebbe stato contraddistinto da non meglio precisate “scintille” tra maggioranza e opposizione.

Per quanto ci riguarda, si è trattato di un bel confronto democratico tra idee e visioni differenti. In primis ribadiamo come Matteo Arcenni abbia proposto e chiesto come mai il nostro comune non abbia aperto un conto corrente per raccogliere donazioni dei cittadini e delle imprese come hanno fatto a Pisa, Casciana Terme Lari, Pontedera e molti altri, cosa ben diversa dalle falsità dette dal sindaco sui giornali. Per questo ribadiamo che siamo contrari alla patrimoniale e a chi come il sindaco forse nel suo inconscio la vorrebbe fare vista la sua natura di erede di Stalin e Mao”.

“Invece per quanto riguarda il piano operativo – si riporta nel documento politico – ribadiamo che motivare il nostro voto contrario al piano operativo non è fare scintille, ma fare politica. Portare rispetto ai cittadini del Comune di Terricciola. Anche quelli che non ci hanno votato. La scheda elettorale non conta in questo caso. Il nostro “No” è ampiamente giustificato da una lunga dichiarazione che probabilmente il nostro sindaco e la sua maggioranza hanno poco ascoltato. Lunga dichiarazione che ci aspettavamo anche dall’assessore all’urbanistica per spiegare il piano operativo nei dettagli. Ma che invece non è arrivata, lasciando il posto a qualche timido chiarimento solo dopo le nostre osservazioni. Tutt’altro che una dimostrazione di politica trasparente. Ma comprendiamo l’imbarazzo della giunta, che sa bene cosa si nasconde all’interno del piano operativo tanto elogiato e festeggiato. Alcuni contenuti del piano potrebbero anche essere condivisibili. Peccato che però, nel dettaglio, in alcune parti sono stati disattesi i principi politici di uno schieramento che si definisce “democratico”.

“I cittadini devono sapere che il materiale per votare il piano operativo dopo 17 anni di immobilità urbanistica totale del nostro comune è stato consegnato all’opposizione comunale tre giorni prima del consiglio, e il materiale relativo ai vincoli preordinati all’esproprio, addirittura, il giorno prima. Come se il nostro parere valesse zero. Come se fosse tutto già scritto. Come se il nostro diritto alla partecipazione della vita politica della comunità fosse irrilevante e calpestabile in modo brutale e sfacciato. Senza dimenticare che nel nostro comune non è mai stata costituita, nonostante sia stata più volte richiesta, una commissione urbanistica, perennemente negata – senza un valido motivo – dalla maggioranza. L’atto che decide il futuro territoriale del comune e quindi anche il futuro dei suoi cittadini è stato presentato velocemente non dandoci modo di esercitare il nostro diritto di voto con piena consapevolezza. Cosa avrà mai avuto da nascondere il sindaco nell’arrivare così frettolosamente all’adozione del piano quando avrebbe potuto arrivarci anche 10 giorni dopo? Studiando le carte nel pochissimo tempo a nostra disposizione abbiamo compreso la fretta del sindaco. Più che un piano operativo, quello del Comune di Terricciola, è un armadio pieno di scheletri abilmente nascosti. Viene tolto il giardino di casa a chi sta antipatico al sindaco. Viene previsto un piano di espropri che il comune, con molta probabilità, non riuscirà a sostenere negli anni a venire, dal punto di vista economico”.

“E sempre nel piano operativo – riporta il comunicato stampa di TerricciolaSiCura – si assiste alla dubbia trasformazione di aree verdi in aree edificabili, in luoghi in cui invece c’è bisogno di creare parchi pubblici per bambini e famiglie. Le trasformazioni del piano operativo – guarda caso – avvantaggiano determinate persone e tolgono aria e spazi ad altre. Qualcuno ci guadagna, altri si leccano le ferite.
Sia chiaro, per l’ennesima volta: noi non ci prendiamo la responsabilità di avallare tutto ciò che sta dietro alla conformazione di determinate aree e che ha portato nel dettaglio a fare scelte da noi non condivise.
Non cadiamo nella trappola utilizzata dal sindaco per tirare in ballo i tecnici che anche noi ringraziamo. La nostra è una critica prettamente politica a chi si deve e si dovrà prendere la piena responsabilità di questo atto che non condividiamo.Si aprirà la fase delle osservazioni che terminerà con l’approvazione finale del piano. Non faremo sconti nell’evidenziare storture ed errori, primo tra tutti quello già è emerso per merito nostro nella seduta consiliare di ieri”. 

“Speravamo in qualcosa di giusto, di democratico e di importante per tutti i cittadini. Ma il piano operativo presentato nel consiglio di giovedì è un “giochino” orchestrato per far sorridere sempre i soliti. Questa è “democrazia”? Zittire la minoranza è “partecipazione”? Nascondere gli atti all’opposizione per evitare che questa possa studiarli con attenzione è un “percorso condiviso”? Le risposte a queste domande il sindaco le conosce bene. A Mirko Bini consigliamo solo di riflettere, riflettere bene. E di pensare al nome della lista con cui ha vinto le elezioni: “Unione democratica”. Che si impegni a non farla morire, la democrazia. Che sia il sindaco di tutti i cittadini. Non è mai troppo tardi per cambiare. E la giunta ha bisogno di cambiare. Perché i metodi utilizzati fino a questo momento niente hanno a che fare col confronto politico. Di uomini soli al comando – conclude il documento di TerricciolaSiCura – ne abbiamo avuti troppi. Terricciola è libera e deve essere di tutti. Non solo di chi strizza l’occhio all’amministrazione”.


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