Sversamento di gasolio tra Pontedera e Ponsacco: Legambiente Valdera denuncia criticità nella bonifica e chiede trasparenza su controlli, dati ambientali e tempi di ripristino dell’area contaminata.
A oltre un mese e mezzo dallo sversamento di gasolio lungo l’oleodotto ENI Livorno-Calenzano, nell’area compresa tra Pontedera e Ponsacco, in prossimità di Val di Cava, la situazione ambientale continua a destare preoccupazione. Secondo quanto segnalato da Legambiente Valdera, l’odore di carburante risulta ancora percepibile nell’area e le operazioni di bonifica e movimentazione dei terreni sono tuttora in corso.
Un quadro che, secondo l’associazione ambientalista, contrasta con le prime rassicurazioni arrivate nelle fasi immediatamente successive all’incidente, quando era stato annunciato il rapido contenimento della perdita e l’avvio delle misure di messa in sicurezza.
La ricostruzione dell’evento, basata anche sulle informazioni diffuse da ARPAT, indica che la perdita è stata individuata l’8 aprile in seguito alla rottura di una tubazione dell’oleodotto gestito da ENI. Subito dopo sono state attivate le procedure di emergenza, con la rimozione dei terreni contaminati e i primi controlli sui pozzi presenti nell’area.
ENI avrebbe inoltre trasmesso un primo report sulle attività svolte, mentre sono previsti ulteriori campionamenti e analisi delle acque sotterranee. Tuttavia, sottolinea Legambiente Valdera, diversi elementi restano ancora privi di riscontro pubblico.
In particolare, non sarebbero stati ancora resi noti gli esiti del sopralluogo n. 63/2026 né i risultati del campionamento delle acque sotterranee effettuato il 14 maggio 2026. ARPAT ha indicato la possibilità che tali dati vengano diffusi nei prossimi giorni, ma non si esclude che possano emergere limitazioni alla loro pubblicazione.
Di fronte a queste incertezze, Legambiente Valdera ha già presentato una formale richiesta di accesso agli atti, chiedendo maggiore chiarezza su diversi aspetti cruciali: la quantità effettiva di carburante disperso, le tempistiche previste per la conclusione degli interventi e il completo ripristino ambientale dell’area coinvolta.
L’associazione chiede inoltre che ARPAT prosegua e rafforzi le attività di monitoraggio, rendendo pubblici in modo continuo gli esiti dei controlli su suolo e acque sotterranee. Parallelamente, sollecita ENI a fornire informazioni aggiornate, verificabili e trasparenti sullo stato della bonifica e sui volumi di materiale contaminato già rimosso.
La persistenza dell’odore di carburante e la durata delle operazioni sul campo contribuiscono ad alimentare la preoccupazione dei residenti e delle comunità locali. Secondo Legambiente Valdera, la gestione dell’emergenza richiede ora un cambio di passo sul piano della comunicazione pubblica, affinché i cittadini possano avere piena conoscenza dell’evoluzione della situazione.
“La tutela dell’ambiente e della salute pubblica – sottolinea il direttivo – richiede massima attenzione, trasparenza e tempestività”.
L’associazione ambientalista annuncia infine che continuerà a vigilare sull’evoluzione del caso, affinché ogni residuo di contaminazione venga rimosso e l’area possa essere completamente restituita alla sua integrità ambientale. Fonte: Comunicato stampa direttivo di Legambiente Valdera





