La giovane, di origine albanese, era cresciuta a Pistoia. Si era laureata in Economia. L’ultimo saluto venerdì 25 settembre.
È morta a 31 anni Sara Memisha, giovane di origine albanese cresciuta a Pistoia. Sara si è spenta il 22 settembre nella sua abitazione, dopo circa due anni di lotta contro una grave malattia.
La notizia ha colpito profondamente la famiglia e le persone che le erano vicine. Pochi giorni prima della sua morte, Sara aveva celebrato il matrimonio con Alex Marraccini.
Sara era cresciuta a Pistoia, città nella quale aveva costruito la propria vita. Aveva frequentato il liceo classico Forteguerri e successivamente aveva conseguito la laurea in Economia.
Tra gli ultimi momenti importanti della sua vita c’è stato il matrimonio religioso con Alex, celebrato pochi giorni prima della sua scomparsa. I due erano già marito e moglie dal punto di vista civile, avendo celebrato il matrimonio l’anno precedente.
La vicenda ha suscitato commozione anche a livello istituzionale. Il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika ha ricordato Sara con un messaggio pubblicato sui social:
«Pochi giorni fa Sara aveva sposato il suo Alex.
Oggi, a soli 31 anni, Pistoia piange la sua scomparsa.
Avevano scelto di vivere quel momento insieme, sapendo quanto fosse prezioso il tempo che avevano davanti. Un ultimo, bellissimo gesto d’amore.
Un abbraccio ad Alex, alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene.
Ciao Sara, che la terra ti sia lieve.»
A dare il triste annuncio della scomparsa sono il babbo, la mamma, la sorella, il marito e tutti i parenti.
Il funerale si terrà venerdì 25 settembre alle ore 9.45, con partenza dalle Cappelle della Misericordia di Pistoia. Il corteo raggiungerà quindi la Chiesa di Sant’Andrea, dove alle 10 saranno celebrate le esequie.
Al termine della cerimonia, il feretro proseguirà per il Cimitero di San Rocco, dove avrà luogo la sepoltura.
La famiglia ha inoltre rivolto una richiesta precisa: «Non fiori ma offerte per il reparto oncologico dell’Ospedale S. Chiara di Pisa». Un modo per trasformare il ricordo di Sara in un gesto di solidarietà verso chi affronta una malattia oncologica.
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