«Pontedera più pulita? Dipende da tutti noi» L’assessore all’ambiente Alessandro Puccinelli fa il punto con VTrend su spazzamento, abbandoni e senso civico.
Marciapiedi spazzati, fototrappole nei punti critici e una chat diretta con il gestore del servizio per risolvere i problemi in tempo reale.
L’amministrazione comunale di Pontedera mette in campo strumenti nuovi per tenere pulita la città, ma l’assessore all’ambiente Alessandro Puccinelli è il primo ad ammettere che non basta: senza il senso civico dei cittadini, la battaglia contro degrado e abbandoni resterà sempre in salita.
VTrend l’ha incontrato per fare il punto su uno dei temi che più animano il dibattito cittadino.
Assessore Puccinelli, come valuta oggi lo stato della pulizia della città?
«Per quanto riguarda lo spazzamento, dopo il periodo di valutazione sperimentale, il servizio è entrato a regime da quasi un anno e credo che abbiamo raggiunto diversi obiettivi.
Abbiamo ristretto il divieto di sosta a un’ora e mezza invece di tre, portato un uomo a terra per i marciapiedi e introdotto la rotazione delle strade dei quartieri, per non appesantire troppo i divieti. Questi, peraltro, sono inseriti in una fascia mattutina che cerca di venire incontro alle esigenze dei residenti e di chi viene a Pontedera per lavoro.
L’attività periodica della Polizia Locale, in supporto allo spazzamento, garantisce anche il rispetto dei divieti – la cui inosservanza rende parzialmente inefficiente il servizio, oltre ad essere una scorrettezza civica deprecabile.»
Negli ultimi mesi sono arrivate segnalazioni su rifiuti abbandonati e scarsa manutenzione di alcuni spazi pubblici. Come risponde l’amministrazione?
«Purtroppo l’osservazione è fondata e cerchiamo con fatica di contrastare gli abbandoni, per il decoro e la salubrità, oltre che per il rispetto della città.
Questo va però inteso prima di tutto come responsabilità di tutti noi, cittadini e cittadine, senza la quale si mostra di non voler bene a Pontedera – e a una civile convivenza che passa anche attraverso la gestione responsabile dei rifiuti. Abbiamo effettuato diverse sanzioni, ma dobbiamo fare di più per il contrasto.
Non è semplice in ambiente urbano: anche le fototrappole, che devono essere installate su area pubblica, mostrano limiti di visibilità – quindi possono essere evitate – e di individuazione dei soggetti, soprattutto quando il deposito avviene senza che siano inquadrate targhe di auto. Stiamo comunque lavorando, sempre nel rispetto della privacy e delle modalità di impiego – a soluzioni tecnologiche più avanzate.
Ci sono poi gli abbandoni nelle zone di campagna e ai margini della città, che rappresentano un ulteriore vulnus. Ripeto però che senza il senso civico di responsabilità comune sarà sempre una questione complicata.»
Ci sono zone della città che richiedono maggiore attenzione?
«La zona dei villaggi e quella della stazione mostrano criticità maggiori, su cui è necessario intervenire anche con una sensibilizzazione più ampia. Stiamo lavorando per fornire un’informazione più puntuale e multilingua per i nuovi residenti – utile per tutti, a prescindere.»
Quanto conta la collaborazione tra Comune, gestore del servizio e cittadini?
«La collaborazione con il gestore è fondamentale, sia per il normale servizio sia per la gestione delle criticità.
Pontedera presenta ambiti molto diversi: si va da zone più di campagna o periferiche, con utenze rarefatte, fino alla città, dove grandi aggregazioni condominiali necessitano di forme di raccolta o di isole ecologiche dedicate. Questa eterogeneità rende il servizio a geometria variabile, con attività operative significative, per cui il coordinamento con il gestore è di fondamentale importanza.
In questa complessità logistica, e anche nella rotazione dei ritiri a seconda dei giorni, possono talvolta verificarsi delle non conformità: il call center risponde, e anche noi come assessori cerchiamo di fare da raccordo con il gestore, con cui abbiamo attivato una chat interna proprio per una maggiore incisività.
Va tenuto presente che anche errati conferimenti giornalieri e scioperi comportano conseguenze negative sul servizio, che poi viene percepito e rilevato dai cittadini.»
Un messaggio finale a chi chiede una città più pulita e ordinata?
«Potrei dire che, pur con le criticità che possono esserci – e con l’impegno che come Amministrazione dobbiamo ancora di più mettere in campo – una città pulita e ordinata dipende in primis da tutti noi. Si tratta di una valutazione di senso, ovvia, ma che necessita di essere riflettuta da parte di tutti.
Colgo l’occasione per ringraziare i cittadini e le cittadine che mi contattano per segnalare criticità e abbandoni: grazie anche a loro, con la comprensione che mi pare ci sia, possiamo fare una cosa buona per la nostra città.»





