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Povertà, casa e lavoro: oltre 10mila interventi della Caritas nella Diocesi di San Miniato. La mappa comune per comune

06:05

SAN MINIATO. Povertà, lavoro fragile ed emergenza casa: il rapporto Caritas 2025. Ecco i dati località per località.

La povertà cambia volto, ma continua a crescere. E a raccontarla non sono soltanto i numeri, ma le storie raccolte ogni giorno nei Centri di Ascolto della Caritas Diocesana di San Miniato. Nel rapporto 2025 “Abbiamo ascoltato”, pubblicato dall’Osservatorio delle Povertà, emerge una fotografia sociale complessa: disagio economico diffuso, emergenza abitativa, lavoro precario e una rete di volontariato sempre più decisiva.

Nel territorio della diocesi operano 18 Centri di Ascolto distribuiti nelle parrocchie, primo punto di contatto per famiglie e persone in difficoltà. Nel corso dell’ultimo anno gli interventi complessivi hanno superato quota 10mila: gli aiuti alimentari sono passati da 8.168 del 2024 a 10.666 nel 2025, mentre gli utenti seguiti sono saliti a 11.259. Crescono anche gli interventi in ambito occupazionale, abitativo e socio-educativo.

Secondo il rapporto, la richiesta principale resta quella economica: ben 2.968 situazioni di disagio economico registrate nel 2025. Seguono le problematiche lavorative (430 casi), quelle abitative (153), familiari (135) e sanitarie (130). La Caritas sottolinea come il fenomeno del “lavoro povero” e della precarietà stia colpendo un numero crescente di persone che, pur lavorando, non riescono più a sostenere affitti, bollette e spese essenziali.

Proprio la casa rappresenta una delle emergenze più forti emerse dall’ascolto quotidiano. Circa 80 persone e famiglie hanno manifestato gravi difficoltà abitative: sfratti, coabitazioni forzate, alloggi inadeguati e impossibilità di accedere al mercato immobiliare. Una fragilità che non riguarda più soltanto migranti o senza dimora, ma anche famiglie italiane, anziani soli e lavoratori precari.

Sul fronte delle nazionalità, la presenza più numerosa resta quella italiana con 381 utenti, seguita da cittadini marocchini (152) e senegalesi (128). Significativa anche la presenza di utenti provenienti da Albania, Macedonia, Nigeria, altri Paesi africani ed Europa orientale. Dal punto di vista religioso, la maggioranza è musulmana (382 persone), seguita da cattolici e cristiani (284), atei o non religiosi (114) e ortodossi (50).

La fotografia sociale mostra anche una prevalenza femminile: 530 donne contro 355 uomini. Le fasce d’età più rappresentate sono quelle comprese tra i 35 e i 64 anni. Sul piano abitativo, 572 utenti vivono in affitto, 81 presso amici o familiari, 27 risultano senza dimora e 31 ospitati in CAS o dormitori.

La condizione lavorativa resta il nodo centrale: i disoccupati sono 550, mentre gli occupati scendono a 116. Preoccupante anche il dato sul lavoro nero, raddoppiato rispetto all’anno precedente: 11 persone hanno dichiarato di lavorare senza contratto.

Gli interventi effettuati dalla Caritas sono stati soprattutto di sostegno alimentare: 7.106 distribuzioni di viveri, oltre a 1.297 attività di ascolto e progettazione sociale. A questi si aggiungono contributi economici per bollette, prodotti di prima necessità e interventi di reperimento alloggi.

Tra i territori più coinvolti figurano Santa Croce sull’Arno, San Miniato Basso e San Romano, che registrano i numeri più elevati di distribuzione viveri e richieste di sostegno.

Una parte importante del rapporto è dedicata all’accoglienza migranti. Le strutture coordinate dalla diocesi e dalle cooperative coinvolte ospitano centinaia di persone tra uomini soli, donne e nuclei familiari. Nel sistema di accoglienza emergono percorsi di integrazione diffusi nei comuni del territorio, con particolare presenza a Pontedera, Ponsacco, Calcinaia e Terricciola.

Accanto ai dati sulla povertà, il rapporto mette in luce anche la forza del volontariato. Sono 46 le persone impegnate stabilmente nei Centri di Ascolto e 83 quelle operative negli empori della solidarietà. Cresce inoltre il numero dei volontari formati, soprattutto nelle realtà di Ponsacco, San Miniato e Fucecchio.

Importante anche il sostegno dei fondi 8×1000 della Chiesa Cattolica, che nel 2025 hanno finanziato progetti sociali per oltre 81mila euro. Tra questi “La community dell’abitare”, dedicata all’emergenza casa, e iniziative rivolte ai giovani volontari.

Nel messaggio introduttivo al rapporto, il vescovo di San Miniato, Giovanni Paccosi, invita a leggere questi numeri non come semplici statistiche, ma come “la traccia concreta di un amore che si mette in azione”. Un richiamo condiviso anche dal direttore della Caritas diocesana, Armando Zappolini, che sottolinea la necessità di costruire comunità sempre più capaci di accoglienza e vicinanza.

Il quadro che emerge dal rapporto è quello di una povertà sempre più trasversale e strutturale. Ma anche di una rete ecclesiale e sociale che prova a rispondere attraverso ascolto, prossimità e solidarietà concreta.

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