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Pontedera, mozione su Carlo Acutis bocciata in Consiglio: si accende il dibattito

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Carlo Acutis, mozione per intitolare una via respinta dal Consiglio comunale di Pontedera. Dopo il caso Calcinaia, torna il dibattito politico in Valdera.

Venerdì 27 febbraio il Consiglio comunale di Pontedera ha respinto la Mozione n. 7, proposta di deliberazione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Nicolò Biagio Stella, che chiedeva di intitolare una via, una piazza o un altro spazio pubblico a San Carlo Acutis. La votazione si è conclusa con 12 voti contrari e 3 favorevoli, determinando la bocciatura dell’atto.

La mozione mirava a dedicare uno spazio pubblico alla memoria di Carlo Acutis, giovane scomparso nel 2006 e divenuto negli ultimi anni una delle figure più note del cattolicesimo contemporaneo, particolarmente apprezzato per il suo impegno nella diffusione dei contenuti religiosi attraverso i nuovi media.

L’iniziativa, secondo i proponenti, avrebbe rappresentato un riconoscimento simbolico a una figura ritenuta esempio per le nuove generazioni.

A seguito del voto, sono arrivate le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Matteo Bagnoli, che ha criticato la scelta della maggioranza.

«Sembra che l’amministrazione, quando c’è da prendere decisioni in consiglio comunale, preferisca nascondersi e buttare la palla ad altri, come per esempio nel caso di ieri, le parrocchie. Poi anche alle consulte. Allora il nostro ruolo in consiglio comunale quanto vale? Le decisioni devono essere prese da altri tavoli?», ha dichiarato a VTrend.

Secondo Bagnoli, il Consiglio sarebbe il luogo deputato ad assumere decisioni di questo tipo: «Non hanno avuto il coraggio di prendersi le responsabilità».

Il tema dell’intitolazione a Carlo Acutis è stato recentemente oggetto di discussione anche nel vicino comune di Calcinaia, dove una mozione analoga è stata respinta nel corso del Consiglio comunale del 22 gennaio.

In quell’occasione, il consigliere di minoranza Matteo Becherini aveva espresso «forte amarezza» per la bocciatura, criticando le motivazioni fornite dalla maggioranza. Tra queste, la mancanza di strade prive di toponomastica e la necessità di una pianificazione preventiva per eventuali nuove intitolazioni.

«La proposta mirava a onorare la memoria di un giovane come segno di riconoscimento del suo esempio umano e civile», aveva dichiarato Becherini, parlando di una scelta che avrebbe dovuto trovare l’unanimità del Consiglio.

Diversa la lettura del gruppo di maggioranza Uniti per Calcinaia, che aveva chiarito come il rigetto della mozione non fosse legato a un giudizio sulla figura del santo, ma a criteri amministrativi e procedurali ritenuti necessari per guidare le scelte dell’ente.

La vicenda, a Calcinaia, aveva poi assunto una dimensione più ampia sui social network, con una serie di commenti anche violenti e sessisti rivolti all’assessora Giulia Guelfi, intervenuta pubblicamente per respingere le accuse e denunciare la distorsione dei fatti.

Sulla questione era intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, esprimendo solidarietà all’assessora e condannando i toni utilizzati nel dibattito online.

«Non è vero che tutte le decisioni vengono prese altrove o che in Consiglio comunale non si decidano le cose. I fatti dimostrano il contrario» dichiara Francesco Papiani (segretario Pd Pontedera) a nome della maggioranza a VTrend.

«Prendiamo un esempio concreto: meno di un anno fa è stata approvata all’unanimità una mozione per intitolare uno spazio pubblico a Oriana Fallaci. Quella è stata una decisione chiara, condivisa, presa in Consiglio. Dunque dire che la maggioranza non decide è semplicemente falso» proseguono dalla maggioranza.

Il tema discusso ieri, spiegano, «è diverso e riguarda due questioni distinte». La prima è quella delle cosiddette vie omonime: «Parliamo di una sessantina di famiglie che, in caso di modifica del nome della strada, dovrebbero cambiare documenti, utenze, bollette. Non è una scelta neutra o senza conseguenze. È giusto confrontarsi con chi è direttamente coinvolto prima di prendere una decisione».

«La seconda questione è quella dell’intitolazione a Carlo Acutis. Anche qui occorre fare chiarezza. Non c’è alcun rifiuto ideologico. Non c’entra nulla la contrapposizione destra-sinistra. Qualcuno sa come votava Carlo Acutis? È evidente che attribuire un santo a uno schieramento politico è una forzatura» continuano dalla maggioranza.

«Il punto è un altro: quando si parla di intitolazioni, esistono precedenti e percorsi. In passato, ad esempio, per l’intitolazione del parco a Suor Ilaria è stato seguito un percorso condiviso con il territorio, con la consulta e con la parrocchia di riferimento. C’è stato un coinvolgimento reale della comunità, e poi l’amministrazione ha recepito quella richiesta» sottolineano.

«Oggi, considerato che in città c’è anche una particolare sensibilità legata alla mostra in corso presso la parrocchia di San Giuseppe, abbiamo semplicemente proposto di aprire un confronto con le realtà del territorio per capire se esiste un percorso condiviso, eventualmente individuando uno spazio coerente, come avvenuto in passato. Questo significa prendersi il tempo necessario per fare le cose con serietà» spiegano dalla maggioranza.

«Dire che si è “buttata la palla in calcio d’angolo” non è corretto. Quando c’è stato da decidere, abbiamo deciso, come dimostra il caso Fallaci. Ma non si può ignorare la dimensione pratica: oggi, per esempio, l’intitolazione a Oriana Fallaci è ancora in attesa di uno spazio adeguato, perché non si può semplicemente cambiare il nome a una via già abitata senza creare disagi ai residenti» proseguono dalla maggioranza.

«Se davvero l’obiettivo fosse stato quello di trovare una soluzione condivisa, la disponibilità al dialogo c’era. Se invece l’intento era creare un caso politico, allora è un’altra cosa. Noi abbiamo scelto la strada della responsabilità e del confronto con la comunità. Questo è il principio: le decisioni si prendono, ma si prendono bene, ascoltando chi è coinvolto e seguendo un percorso serio e partecipato» concludono.

La bocciatura della mozione a Pontedera riporta dunque al centro del confronto politico locale un tema che, pur partendo da una proposta di intitolazione simbolica, si è inserito in un dibattito più ampio tra identità, valori e modalità di assunzione delle decisioni istituzionali.

Se da un lato l’opposizione parla di mancanza di coraggio politico, dall’altro le maggioranze coinvolte nei diversi comuni rivendicano la necessità di attenersi a criteri amministrativi e pianificatori. La discussione, almeno per ora, resta aperta nel dibattito pubblico della Valdera.

©Riproduzione Riservata 

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