Pontedera, Barabotti presenta una mozione sul Signal for Help per promuoverne la conoscenza e rendere il gesto di aiuto più riconoscibile in caso di pericolo.
Portare anche a Pontedera, in modo capillare, la conoscenza del Signal for Help, il gesto silenzioso che permette a una persona in pericolo di chiedere aiuto senza parlare.
È questo l’obiettivo della mozione presentata dalla consigliere comunale di Fratelli d’Italia Federica Barabotti.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato in Toscana dalla capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere a Regione e Comuni di promuovere la conoscenza del segnale.
Il Signal for Help consiste nell’aprire la mano, ripiegare il pollice sul palmo e successivamente richiudere le altre quattro dita sul pollice. Un gesto semplice e discreto, ideato nel 2020 dalla Canadian Women’s Foundation per consentire alle vittime di violenza, o più in generale alle persone sottoposte a minaccia e coercizione, di segnalare una situazione di pericolo anche in presenza dell’aggressore.
A riportare l’attenzione sull’importanza di diffonderne la conoscenza, secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, è stata anche la recente vicenda avvenuta a Firenze.
Da qui la richiesta di trasformare il segnale in uno strumento conosciuto dal maggior numero possibile di persone. «Non possiamo, tuttavia, affidarci soltanto alla casualità – sottolinea la consigliera -: il Signal for Help deve diventare patrimonio comune della cittadinanza».
La mozione se recepita dal tutto il Consiglio tende a impegnare il Sindaco e la Giunta comunale a promuovere una campagna informativa rivolta a tutte le fasce d’età, spiegando sia come riconoscere il gesto sia come comportarsi nel caso in cui venga utilizzato per chiedere aiuto.
Particolare attenzione viene chiesta per le persone anziane e, più in generale, per chi utilizza meno gli strumenti digitali.
L’obiettivo dichiarato è quindi quello di rendere Pontedera una comunità più consapevole e capace di riconoscere anche le richieste di aiuto che non possono essere espresse a parole.





