Pontedera, sperimentata la “tappabuche” per interventi rapidi sul manto stradale. Franconi: “Più velocità e meno disagi al traffico”.
Prosegue il programma di manutenzione e rifacimento delle asfaltature sul territorio comunale di Pontedera e, in parallelo, il Comune avvia una nuova fase sperimentale per la gestione delle criticità più urgenti della rete viaria.
Si tratta dell’utilizzo della cosiddetta macchina “tappabuche”, uno strumento pensato per intervenire in modo rapido sui punti più danneggiati del manto stradale.
A illustrare l’iniziativa è il sindaco di Pontedera Matteo Franconi, che sottolinea come il nuovo sistema non sostituisca gli interventi strutturali di asfaltatura, ma li integri: “Lo scopo è ripristinare alcuni punti specifici del manto stradale che si sono formati in modo profondo e pericoloso. Il vantaggio sta nella velocità, nella migliore resa dell’intervento e nel minor impatto sulla circolazione ordinaria nei tratti interessati”.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, la macchina sarà operativa oggi e domani nel quadrante urbano della zona industriale e lungo viale America, aree caratterizzate da un traffico intenso e da alcune criticità puntuali del fondo stradale.
L’intervento si inserisce all’interno di una strategia più ampia di manutenzione progressiva delle strade cittadine, che punta a coniugare interventi strutturali e soluzioni rapide per le urgenze. “Non si tratta di una soluzione definitiva o alternativa al rifacimento dei tratti stradali – ha precisato Franconi – ma di un ulteriore strumento a supporto del piano d’azione sul patrimonio viario cittadino”.
Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre richiamato il contesto economico internazionale, evidenziando come le oscillazioni del costo delle materie prime, in particolare bitume e carburanti, stiano incidendo sui prezzi degli appalti pubblici. In questo quadro, ha fatto riferimento alle tensioni geopolitiche legate all’area dello Stretto di Hormuz, che – secondo la sua lettura – avrebbero contribuito a un aumento dei costi energetici e dei materiali.
Infine, il primo cittadino ha espresso un giudizio critico sulle dinamiche internazionali che influenzano il mercato energetico globale, attribuendo parte delle tensioni a scelte politiche degli Stati Uniti in relazione all’amministrazione di Donald Trump. Una posizione che si inserisce nel dibattito più ampio sulle conseguenze economiche dei conflitti e delle instabilità in aree strategiche per l’approvvigionamento energetico mondiale.
Il comunicato del Comune di Pontedera
Macchina “Tappabuche” in azione per due giorni a Pontedera. La zona di intervento, già dalle prime ore di stamani, è quella di viale America e di alcuni tratti nella zona industriale. La sperimentazione del macchinario, come era stato annunciato dall’Amministrazione Comunale facendo il punto sul piano delle asfaltature alcune settimane fa, rientra in un più generale programma di rifacimento di alcune strade. L’ultimo intervento portato a termine, in questo senso, è quello in via De Nicola, che ha seguito i ripristini effettuati nel quadrante retrostante l’ospedale Lotti e quello sull’asse centrale di via della Misericordia – via Dante che porta verso la stazione ferroviaria.
La “Tappabuche”, arrivata a Pontedera per i due giorni sperimentali di prova e gestita da personale specializzato, ha lo scopo di ripristinare alcuni punti specifici del manto stradale che si sono formati in modo profondo e pericoloso. Questa mattina un sopralluogo sulle zone interessate dall’intervento è stato effettuato dal sindaco di Pontedera Matteo Franconi:” “Il vantaggio di questo sistema sta nella velocità, nella miglior resa dell’intervento e il minor impatto sulla circolazione ordinaria nei tratti interessati – ha spiegato Franconi – Non si tratta certo di una soluzione definitiva e alternativa al rifacimento dei tratti stradali ma arricchisce il piano d’azione riguardante il progressivo ripristino dei tratti stradali più ammalorati della città”.
Dal sindaco anche un riferimento diretto alla crisi internazionale, “Con la speranza di una imminente riapertura dello stretto di Hormuz che, tra gli altri disastrosi effetti globali, ha causato un’impennata dei costi del bitume e dei carburanti rendendo anche i prezzi degli appalti di asfaltatura insostenibili”.





