Ponte mobile riaperto in tempi record dopo il guasto. Giani annuncia l’accelerazione sul nuovo ponte sullo Scolmatore.
LIVORNO — È stato riaperto al traffico già nel tardo pomeriggio di ieri (martedì 10 marzo) il ponte mobile all’altezza della Darsena Toscana, dopo il cedimento del sistema di sollevamento verificatosi venerdì scorso. Una ripartenza in tempi rapidissimi che ha consentito di ridurre al minimo i disagi alla viabilità e, soprattutto, di evitare ripercussioni sull’attività del porto di Livorno.
A darne notizia è il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha voluto sottolineare la rapidità e l’efficacia dell’intervento. «Il cedimento del sistema di sollevamento è avvenuto venerdì scorso e già dalle 17 di oggi la struttura è stata riaperta al traffico. Un esempio di grande prontezza e di efficienza delle numerose realtà coinvolte», ha dichiarato il primo cittadino, esprimendo le proprie congratulazioni a tutti gli enti e alle maestranze che hanno lavorato per risolvere il problema.
Il ponte in ingresso alla Darsena Toscana è stato riaperto al traffico con limite di velocità a 30 km/h e divieto di transito per i mezzi pesanti.
Salvetti ha rivolto un ringraziamento particolare alla Regione Toscana e ha evidenziato il ruolo della Città Metropolitana di Firenze, che ha in carico il ponte, insieme ad AVR, che ne rappresenta il braccio operativo nella gestione e negli interventi tecnici.
Strategico, secondo il sindaco, è stato anche il contributo della ditta livornese Bettarini Group, che ha partecipato alle operazioni di ripristino della struttura. Determinante inoltre il lavoro svolto sul fronte della sicurezza e della gestione dell’area da parte dei Vigili del Fuoco di Livorno, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, della Capitaneria di Porto e della Polizia locale del Comune di Livorno, che hanno garantito il controllo della mobilità durante i giorni di intervento.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che in dichiarazioni rilasciate a VTrend ha sottolineato sia la rapidità dell’intervento sia la necessità di accelerare sulle soluzioni infrastrutturali future.
«Abbiamo fatto un lavoro molto rapido e, devo dire, siamo riusciti a limitare al massimo i disagi. È importante sottolineare che non si è trattato di un cedimento strutturale del ponte: il problema ha riguardato una guida che non ha retto, facendo disincastrare il meccanismo del cosiddetto “ponte levatoio”», ha spiegato Giani.
Il presidente ha però evidenziato come l’episodio rappresenti anche un campanello d’allarme sul sistema dei collegamenti nella zona portuale. «Non possiamo continuare a dipendere da tre ponti levatoi: quello sulla ferrovia, quello sulla strada provinciale e quello sulla Fi-Pi-Li. Quando strutture di questo tipo si aprono e si chiudono più volte al giorno, è evidente che può verificarsi un guasto».
Da qui la volontà di accelerare sulla realizzazione del nuovo ponte sullo Scolmatore, considerato un intervento strategico per la mobilità e per l’operatività del porto. «È necessario realizzare rapidamente il nuovo ponte sullo Scolmatore. In questo modo le navi che arrivano dai cantieri e dal canale dei Navicelli potranno raggiungere direttamente il mare senza dover attraversare i tre ponti levatoi e passare dalle Porte vinciane per entrare nel porto di Livorno».
Giani ha inoltre annunciato l’intenzione della Regione di anticipare parte delle risorse già previste per altri progetti infrastrutturali. «Questo episodio mi ha convinto ancora di più ad accelerare il progetto. La Regione aveva già destinato circa 200 milioni di euro per la Darsena Europa. Intendo anticipare una parte di queste risorse – circa 35-40 milioni – per realizzare subito il ponte sullo Scolmatore».
Il presidente ha infine spiegato che sono già in corso i primi confronti istituzionali per portare avanti l’opera: «In queste ore ci siamo già confrontati con il direttore dell’Autorità di sistema portuale, Davide Gariglio. Intensificheremo il lavoro sulla progettazione e poi la Regione procederà alla realizzazione dell’opera. È una scelta di buon senso: quando ponti levatoi si aprono e si chiudono due volte al giorno, situazioni come quella che si è verificata possono accadere. Non possiamo più correre questo rischio».
Conclusa la fase di emergenza, dunque, l’attenzione si sposta ora sugli interventi strutturali necessari per garantire nel lungo periodo sicurezza e fluidità alla viabilità in uno dei nodi più delicati del sistema infrastrutturale e portuale livornese.





