“Per i cristiani, la Pasqua rappresenta la festa di una speranza inattesa, un evento impossibile che si realizza: di fronte a una tomba che si chiude su una persona che muore, tutto sembra finito. In un tempo così difficile, è fondamentale portare un messaggio che invita a non perdere la fiducia e la speranza”.
«Questi giorni di celebrazione, – annuncia Don Zappolini a VTrend – iniziati giovedì e culminati ieri con il Venerdì Santo, ricordano la passione di Cristo, una sofferenza che continua a manifestarsi ancora oggi in molte situazioni di ingiustizia. Il messaggio è chiaro: non si può restare neutrali davanti a ciò che sta accadendo nel mondo.»
«Una delle sfide più grandi per i cristiani – continua il parroco di Ponsacco – è che molti carnefici uccidono innocenti “in nome di Dio”, che si tratti del fondamentalismo cristiano, del fondamentalismo ebraico o del fondamentalismo islamico dei terroristi. Uccidere nel nome di Dio è inaudito e inaccettabile.»
Il richiamo è forte quello di Don Zappolini: «liberiamoci da chi strumentalizza la religione per commettere crimini, perché questi individui non hanno nulla a che fare con Dio né con la fede. Occasionalmente, come uomini e donne di fede, è importante creare una rete che denunci questa ipocrisia e promuova un messaggio di pace, qualunque sia il Dio in cui si crede.»
«In sintesi – conclude Don Zappolini- il messaggio più attuale che i cristiani possono dare oggi è quello della speranza, della denuncia della violenza e della costruzione di una pace autentica.





