PONSACCO. Villetta, Paola Cerretini: «Prima l’ordine di demolizione, ora ci dicono di trattare. È un’inaccettabile giravolta»
«Il cittadino non è una pedina da spostare a seconda della convenienza mediatica». È lo sfogo di Paola Cerretini, che torna sul caso della sua villetta di Ponsacco, al centro di un lungo contenzioso, e affida a VTrend le proprie considerazioni e le critiche sulla gestione della vicenda.
Cerretini contesta innanzitutto il modo in cui, secondo la sua ricostruzione, la vicenda sarebbe stata rappresentata pubblicamente. «Il giorno stesso in cui l’Amministrazione ci notificava l’implacabile ordine di demolizione della nostra casa – costruita in base a regolari permessi rilasciati dallo stesso ente – sulle pagine dei giornali locali, l’immobile veniva descritto con nonchalance come un bene “destinato al mercato immobiliare”», afferma.
Una definizione che la famiglia respinge con decisione. «Quasi fossimo speculatori e non una famiglia che rischia di perdere il tetto sopra la testa», sottolinea Cerretini.
La famiglia, spiega, non sarebbe rimasta ferma di fronte ai provvedimenti adottati dall’amministrazione. «Forte dei nostri diritti e della disperazione di una vita distrutta, la nostra difesa ha prodotto ben cinque ricorsi», racconta, spiegando che le ragioni della famiglia sono state portate «nelle opportune sedi giudiziarie, fino agli sviluppi recenti e alle istanze internazionali».
Secondo Cerretini, proprio gli sviluppi del contenzioso avrebbero modificato il quadro della vicenda. «Oggi lo scenario cambia copione», sostiene, parlando di «un cinismo imbarazzante». La famiglia riferisce infatti di aver ricevuto un messaggio diverso rispetto al passato: «Ci viene detto che “siamo confusi” e che adesso, improvvisamente, si deve “trattare con loro”».
Da qui la domanda posta dalla stessa Cerretini: «Ma confusi a chi?». E la critica nei confronti dell’amministrazione, accusata di aver prima perseguito la strada della demolizione e successivamente di aver aperto alla possibilità di un confronto.
«Confusi eravamo e siamo di fronte a un’Amministrazione che prima tira dritto con la ruspa, poi fa propaganda sui giornali e infine, messa alle strette dai ricorsi e dalla giustizia, apre la porta a trattative tardive», sostiene.
La famiglia ribadisce quindi la propria posizione e chiede che la vicenda venga affrontata tenendo conto delle conseguenze concrete che le decisioni amministrative hanno sulle persone coinvolte.
«Questa non è Amministrazione: è un’inaccettabile giravolta sulla pelle delle persone», conclude Cerretini.





