Poggini, scontro tra Comitato e sindaco Mori sul parco fotovoltaico: accuse di mancato confronto e replica del primo cittadino sulla vicenda.
Nuovo capitolo nella controversia sul progetto del parco fotovoltaico ai Poggini. Da una parte il Comitato Tutela e Salvaguardia I Poggini e l’associazione No Valdera Avvelenata denunciano quella che definiscono un’ulteriore chiusura al dialogo da parte dell’amministrazione comunale di Casciana Terme Lari. Dall’altra il sindaco Paolo Mori respinge le accuse e precisa che non era stato fissato alcun incontro.
In una nota diffusa nella giornata di sabato, il Comitato e l’associazione No Valdera Avvelenata sostengono di aver chiesto un confronto diretto con il primo cittadino sulla vicenda dei Poggini.
«Questa mattina avevamo chiesto un incontro con il sindaco Mori per confrontarci sulla vicenda dei Poggini. L’appuntamento era in agenda, ma il sindaco non si è presentato», scrivono i rappresentanti del Comitato.
Secondo il gruppo, l’episodio si inserirebbe in un quadro più ampio di mancanza di confronto istituzionale. Nel comunicato vengono ricordati «il rifiuto del Consiglio comunale aperto» e «le richieste di chiarimento rimaste senza risposta», elementi che il Comitato considera segnali di una scarsa disponibilità al dialogo.
Nonostante ciò, i promotori della protesta ribadiscono l’intenzione di proseguire la mobilitazione: «Noi non molliamo. I Poggini meritano attenzione, rispetto e trasparenza». Da qui la richiesta di un intervento diretto del sindaco e di maggiori chiarimenti sul progetto.
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Paolo Mori, che contesta la ricostruzione fornita dal Comitato.
«Stamani, sabato 20 giugno, non avevo alcun appuntamento con il Comitato Salviamo i Poggini», afferma il primo cittadino.
Mori spiega che un sostenitore del Comitato avrebbe effettivamente contattato la segreteria per chiedere un incontro, ma che non sarebbe mai stata comunicata una data.
«Un loro sostenitore aveva fatto richiesta di un appuntamento e la mia segreteria ha risposto che gli avremmo fatto sapere quando era possibile fissare l’incontro», precisa il sindaco.
Da qui l’accusa rivolta agli organizzatori della protesta: «Scambiare una richiesta di appuntamento per un appuntamento è grave. Questa è la verità».
La vicenda continua dunque ad alimentare il dibattito pubblico sul futuro dell’area dei Poggini, in attesa di ulteriori sviluppi e di un possibile confronto diretto tra le parti.





