La ricerca del nuovo allenatore del Pisa entra in una fase sempre più delicata dopo l’esonero ufficiale di Hiljemark. Dopo settimane di valutazioni e contatti, la dirigenza nerazzurra continua a muoversi per individuare il profilo giusto a cui affidare la ripartenza dopo l’esperienza con il tecnico svedese. Nelle ultime ore, però, gli equilibri sembrano essersi modificati in maniera significativa.
Tra i nomi seguiti con maggiore attenzione c’è anche quello di Fabio Pecchia. I dialoghi tra le parti non sono mancati, ma al momento la situazione non appare così semplice come poteva sembrare inizialmente. L’allenatore starebbe infatti riflettendo con attenzione sul proprio futuro prima di prendere una decisione definitiva.
Le novità su Pecchia e Zanetti
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, Pecchia non sarebbe pienamente convinto della possibilità di sedersi sulla panchina del Pisa. Una posizione che avrebbe inevitabilmente rallentato i discorsi con il club nerazzurro, impegnato a capire se esistano ancora margini per arrivare a un’intesa concreta nelle prossime ore.
Proprio in questo scenario che prende quota con forza la candidatura di Paolo Zanetti. L’allenatore ex Verona, già apprezzato dalla società per caratteristiche tecniche e idee di gioco, sarebbe adesso il profilo più vicino a raccogliere l’eredità lasciata da Hiljemark sulla panchina nerazzurra. La sensazione è che Zanetti abbia guadagnato terreno proprio nelle ultime ore, approfittando delle incertezze legate alla posizione di Pecchia.
Attesa per il futuro del Pisa
La decisione finale potrebbe comunque arrivare a breve. Il club intenzionato a chiudere il prima possibile il capitolo allenatore per iniziare a programmare la nuova stagione. Ad oggi, però, gli ultimi sviluppi raccontano di un Pisa orientato sempre più verso Paolo Zanetti, diventato il principale candidato per il dopo Hiljemark.
Pisa: l’unione fa la differenza per il futuro
A Pisa, soprattutto nella seconda parte della stagione, alcune dichiarazioni pubbliche di allenatore, dirigenti e calciatori hanno lasciato percepire una certa distanza di vedute. Sensazioni che, inevitabilmente, finiscono per riflettersi pure sull’ambiente esterno e sulla serenità del gruppo. Quando manca compattezza ai vertici, la squadra rischia di perdere riferimenti chiari nei momenti di difficoltà.
Per questo motivo il primo passo verso il futuro, e quindi la Serie B, non dovrebbe essere rappresentato in primis dalle trattative di mercato altisonanti, ma dalla costruzione di una base societaria forte e coerente. Proprietà, amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore devono condividere obiettivi, idee e modalità operative. Solo così sarà possibile trasmettere sicurezza a chi poi scende in campo ogni settimana.
A cura di Matteo Casini





