Numeri e prestazioni dei padroni di casa a seguito di Pisa-Torino, gara valida per la 31ª giornata di Serie A: le pagelle dei nerazzurri.
Contro il Torino, il Pisa ha offerto una prova comunque incoraggiante. Tra spunti e momenti positivi, la prestazione dei toscani è stata, tutto sommato, non da buttare. Una gara intensa e non scontata, da cui emergono segnali contrastanti. Ecco le pagelle dei nerazzurri per Pisa-Torino.
I voti della difesa del Pisa
Semper 6 – Chiamato in causa davvero poche volte, sia a livello di gioco con i piedi sia per interventi con le mani. Il portiere croato si dimostra solido nonostante non disputasse una partita dal 6 gennaio. Incolpevole sul gol subito.
Calabresi 6,5 – Contro il Como si era sentita la sua assenza e contro il Torino ha dimostrato il perché. Attento e preciso in fase difensiva: è il classico uomo che ogni allenatore vorrebbe avere. Nonostante i limiti tecnici siano evidenti, lui compensa con grinta e voglia.
Caracciolo 6– Il capitano ormai non fa quasi più cronaca. Nelle gare combattute come quella di ieri è “l’affidabile per eccellenza”. Conosce a memoria i propri pregi e difetti e li usa a dovere contro Simeone e compagnia. Qualche disattenzione di troppo nel finale di partita.
Canestrelli 6 – Anche lui, come i suoi compagni di reparto, regge il confronto con l’attacco granata. Si riscatta dopo l’ultima pesante sconfitta prima della sosta per le nazionali e acquisisce fiducia dopo un periodo non proprio positivo. Timido ritorno ai suoi livelli.
Centrocampo e attacco dei nerazzurri
Leris 6 – Intraprendente. I maggiori pericoli dei padroni di casa derivano dal suo piede e dalla sua corsia di competenza. L’algerino mostra ancora una volta il buono stato di forma il motivo dello scarso minutaggio di Tourè nell’ultimo mese. Cala nella ripresa.
Aebischer 6 – L’ammonizione avrebbe potuto ostacolarlo e fargli alzare il piede dall’acceleratore, ma così non è stato. Lo svizzero è l’unico di cui non si può fare a meno. È presente in entrambe le fasi e si posizione con intelligenza per coprire bene il campo.
Hojholt 6 – Partita di sostanza più che di qualità. Viene schierato da Hiljemark per provare ad arginare il numero 10 del Torino Vlasic e il danese riesce discretamente nel compito. Non fa rimpiangere Marin, assente per infortunio.
Angori 5,5 – Seppur meno propositivo del suo compagno che gioca nell’altra fascia, il classe 2003 è comunque affidabile nella prima frazione. Nel secondo tempo però cala di intensità e lascia troppo spazio a Pedersen nell’occasione del gol dei granata.
Moreo 5,5 – Il capocannoniere del Pisa mette a referto una prova sottotono rispetto ai suoi standard. Non riesce ad incidere in fase offensiva, creando ben poco, e anche in fase di raccordo si fa trovare fuori posizione più di una volta. Pomeriggio non semplice.
Tramoni 5 – I suoi minuti in campo non sono stati neanche così negativi, purtroppo però sono segnati dallo sbaglio grossolano che avrebbe regalato un gol facilissimo a Stojilkovic a porta vuota. Errore da matita rossa per una prova che sarebbe stata sufficiente.
Meister 5,5 – Isolato e in parte incolpevole. Il danese non riesce a trovare il supporto dei suoi compagni di reparto. Spesso è macchinoso della manovra e fa perdere tempi di gioco ai suoi. Prestazione di quantità ma poco utile.
Le pagelle dei subentrati del Pisa
Stojilkovic 6 – Lo svizzero entra nella ripresa con grande voglia. Crea buone trame e fa dimenticare in fretta Meister. Pressa e mette in apprensione la difesa del Torino, che fino a quel momento non aveva dovuto sbrigare troppi pericoli concreti.
Loyola 5,5 – Prova a dare una spinta diversa con il suo ingresso ma ci riesce solo a fasi alterne. Il cileno non trova la pozione per essere davvero concreto e mettere lo zampino nella partita con le sue qualità.
Akinsanmiro – S.V.
Tourè – S.V.
Cuadrado – S.V.
Hiljemark 6 – Partita impostata bene e Pisa che tiene il campo per tutta la durata dell’incontro. Un episodio però condanna i nerazzurri all’ennesima sconfitta davanti al pubblico dell’Arena Garibaldi. Gara giocata a testa alta.
A cura di Matteo Casini





