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Pisa, presidio studentesco tra polemiche e nuove disposizioni

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Il movimento Cambiare Rotta aveva annunciato l’intenzione di organizzare una manifestazione in piazza XX Settembre.

Il 2 aprile 2026 è prevista una giornata di mobilitazione studentesca e politica nel centro di Pisa. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16, il movimento studentesco Azione Universitaria terrà un convegno presso il Comune di Pisa.

Si riporta integralmente il comunicato di Azione Universitaria.

Giovedì 2 aprile alle ore 16, presso Palazzo Gambacorti, nella Sala delle Baleari, Azione Universitaria Pisa ha organizzato l’evento ‘La violenza non è politica. Oltre le bandiere per la libertà!’, un momento di confronto aperto al quale sono state invitate tutte le forze politiche giovanili del territorio, le liste di rappresentanza dell’Università di Pisa, i Parlamentari degli Studenti e le Consulte, Comunale e Provinciale. L’invito a partecipare è stato esteso anche al Sindaco di Pisa, Michele Conti, al Magnifico Rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, e Bernard Dika coordinatore di GiovaniSì. Sarà presente anche il Presidente Nazionale di Azione Universitaria, Nicola d’Ambrosio.

L’iniziativa nasce a seguito della grave aggressione che abbiamo subito venerdì scorso in Piazza Gambacorti. Un episodio che ha colpito non solo i nostri militanti, ma l’intera comunità universitaria e cittadina. Per questo riteniamo necessario dare una risposta politica e culturale chiara: a Pisa, come in qualsiasi altro contesto, la violenza non può e non deve trovare alcuno spazio.

La nostra città ha già conosciuto, in passato, stagioni segnate dalla violenza politica. È una pagina che non può e non deve essere riaperta. Spetta soprattutto alle giovani generazioni assumersi la responsabilità di costruire un clima diverso, fondato sul rispetto, sul confronto e sulla libertà. L’Università e la città di Pisa devono tornare a essere luoghi in cui le idee si confrontano liberamente, senza intimidazioni e senza paura.

Ci aspettiamo una partecipazione ampia e trasversale, e invitiamo a segnarsi all’evento inviando una mail a: pisa.azioneuniversitaria@gmail.com. Questo non è un appuntamento di parte, ma un momento che chiama in causa tutte le realtà giovanili, politiche e istituzionali del territorio. È il momento di dimostrare, con i fatti, che esiste una comunità che rifiuta la violenza e difende il diritto di ogni persona a esprimere le proprie idee.

Successivamente, il movimento Cambiare Rotta aveva annunciato l’intenzione di organizzare una manifestazione in piazza XX Settembre. La Questura di Pisa, preoccupata per la gestione della sicurezza e del flusso di persone, ha avviato un confronto con gli organizzatori della manifestazione per proporre lo spostamento della protesta in un’altra area della città.

Di fronte al rifiuto degli organizzatori di cambiare luogo, l’Autorità di Pubblica Sicurezza ha imposto alcune prescrizioni: la manifestazione dovrà svolgersi nella stessa giornata del 2 aprile, dalle 15:30 alle 20, in modalità statica, e dovrà tenersi in piazza Garibaldi.

Si riporta integralmente il comunicato stampa a firma di  Rifondazione Comunista – Pisa città e Una città in comune.

Vietare un presidio antifascista fatto inaudito. Dalle inchieste su Gioventù nazionale alla propaganda di Sala delle Baleari: il ribaltamento della realtà della destra pisana

La decisione della Questura di Pisa di non autorizzare il presidio previsto nella giornata di oggi sotto il Comune di Pisa, promosso da diverse organizzazioni giovanili antifasciste in occasione dell’iniziativa promossa da Azione Universitaria in Sala delle Baleari, la riteniamo un precedente molto grave.

La contestazione è da sempre parte della dialettica politica e provare a trasformare il diritto di critica in una questione di ordine pubblico rientra all’interno di una piega sempre più pericolosa che sta avvenendo nel nostro Paese con il Governo Meloni: dai decreti sicurezza alle proposte di legge della Lega di mettere fuori legge i gruppi antifascisti, fino al disegno di legge Gasparri che prova a censurare preventivamente qualsiasi critica alle politiche genocide di Israele.

In questi giorni, per una contestazione, anche dura, in piazza Gambacorti da parte di decine e decine di ragazzi e ragazze nei confronti di un’iniziativa dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, si sono strumentalmente agitati spettri come il richiamo “agli anni di piombo”, fino a veri sproloqui come la richiesta di “punizioni esemplari” per gli antifascisti.

Piazza La Pera negli anni ha assunto un valore simbolico sempre più forte rispetto alle politiche repressive della destra in questa città, tra ordinanze prive di fondamento e militarizzazione dello spazio pubblico. Parlare di “libertà” di vivere lo spazio pubblico, quando costantemente si attuano politiche per restringere i diritti e privatizzarne la fruizione pubblica, è chiaramente una mistificazione strumentale da parte della destra. E proprio chi frequenta la piazza da anni contesta queste scelte e anche lo scorso venerdì lo ha ribadito ancora una volta.

Che poi Azione Universitaria proponga un’iniziativa contro “la violenza politica”, oltretutto in Sala delle Baleari, con il pieno sostegno dell’amministrazione Conti, che oggi è in piedi grazie al sostegno di un partito come Futuro Nazionale, che fa della violenza e della prevaricazione — al di fuori dei principi della nostra Costituzione — un tratto distintivo, rappresenta un ribaltamento della realtà.

Proprio le organizzazioni giovanili del partito della Meloni nelle scorse settimane hanno portato avanti un’operazione di “schedatura” delle/dei docenti etichettati come “di sinistra”, che sembra riportare la lancetta della storia al periodo fascista.

È bene oggi ricordare che Azione Universitaria, così come Azione Studentesca, sono le articolazioni nelle scuole e nelle università di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, al centro di un’importante quanto sconcertante inchiesta di Fanpage in cui è stata fatta luce sui rapporti con alcuni vertici del partito e sulle pratiche neofasciste e neonaziste, come canti, saluti romani, apologie di terrorismo nero, antisemitismo e razzismo.

In quella stessa Sala delle Baleari, dove si organizza con la benedizione di tutti i partiti della destra e del sindaco questa passerella propagandistica, invece dal luglio del 2024 non si riescono a discutere le nostre mozioni in solidarietà alla redazione di Fanpage per gli attacchi ricevuti dal Governo e dalla destra per questa inchiesta e per lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste.

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