Pisa onora la memoria di Cesare Salvestroni: domenica 1 marzo la posa della Pietra d’Inciampo in via Ferdinando Capponi.
Domenica 1 marzo, alle ore 12:30, si terrà la cerimonia ufficiale di posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Cesare Salvestroni (1897-1944). La pietra, un piccolo blocco di ottone lucente, verrà incastonata nel selciato di via Ferdinando Capponi 11, all’angolo con via San Tommaso, luogo simbolico dove Salvestroni, prima del tragico epilogo della sua vita, svolgeva la propria attività lavorativa.
L’evento vedrà la partecipazione di: Riccardo Buscemi, Assessore alla Scuola del Comune di Pisa; Massimiliano Angori, Presidente della Provincia di Pisa; Laura Geloni, Presidente ANED Pisa; Bruno Possenti, Presidente del Comitato Provinciale ANPI Pisa; Andrea Gottfried, Presidente della Comunità Ebraica di Pisa; di Ester e Muzio Salvestroni, figli di Cesare Salvestroni.
“Domenica renderemo omaggio alla memoria di Cesare Salvestroni – dichiara l’assessore alla Scuola del Comune di Pisa, Riccardo Buscemi – concittadino che ha saputo testimoniare, con il coraggio delle proprie scelte, il valore della libertà e della dignità umana. La posa della Pietra d’Inciampo nel luogo in cui svolgeva la sua attività lavorativa rappresenterà un momento di profonda riflessione per tutta la comunità pisana. Ricordare Salvestroni significa rinnovare l’impegno a custodire la memoria di chi si oppose al nazifascismo pagando con la vita la propria coerenza e il proprio impegno per la libertà. Sarà un’occasione importante, soprattutto per le giovani generazioni, affinché comprendano quanto siano preziosi e mai scontati i valori della democrazia, della pace e della convivenza civile”.
Cesare Salvestroni, reduce della Prima Guerra Mondiale e più volte decorato, rifiutò di aderire al regime fascista e contribuì alla fondazione del Partito d’Azione a Pisa. Fu anche un abile tiratore, partecipando alla spedizione italiana della Società del Tiro a Segno a Stoccolma nel 1929, competendo nella specialità “pistola libera”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu membro della Giunta Militare del Comitato di Liberazione Nazionale.
Venne arrestato l’11 marzo 1944 dalle Feldgendarmerie e rinchiuso nelle carceri di Firenze. Qui sostenne numerosi interrogatori e torture, senza rivelare notizie compromettenti per la Resistenza. Fu perciò inviato nel campo di Mauthausen e successivamente in quello di Ebensee, dove morì il 2 marzo 1945 a seguito dei maltrattamenti subiti.
La Pietra d’Inciampo rappresenta un tributo alla sua memoria e al sacrificio di tanti che, come lui, hanno dato la vita per la libertà e la democrazia.





