Nove marcatori e undici reti in 6 turni: il Pisa di Bianco mostra di avere tante soluzioni offensive e di non dipendere da un solo giocatore
11 gol realizzati nelle prime sei giornate di Serie B, distribuiti tra 9 giocatori differenti. È anche questo uno dei dati più interessanti emersi dall’avvio di stagione del Pisa, una squadra che sta dimostrando di poter trovare la via della rete attraverso interpreti e situazioni diverse. Soltanto due nerazzurri sono già arrivati a quota due centri: Filippo Pittarello e Arturo Calabresi.
Il contributo variegato del Pisa di Bianco
Questo dato racconta una distribuzione dei gol “atipica” e offre una chiave di lettura interessante sul lavoro svolto da Paolo Bianco. Rispetto ad altre formazioni del campionato, al Pisa manca, per il momento, un giocatore capace di fare il vuoto nella classifica marcatori. Il Cesena, per esempio, può contare sull’avvio strabiliante di Shpendi con 6 gol, mentre il Mantova ha trovato in Ruocco, già a quota 5, un riferimento offensivo particolarmente prolifico. I nerazzurri, invece, stanno costruendo il proprio bottino attraverso un contributo più ampio.
Questo non significa che alla squadra manchi un punto di riferimento davanti, ma che il rendimento offensivo non è legato esclusivamente alla giornata di un singolo. Quando un giocatore non riesce a incidere concretamente in zona gol, altri possono “prendersi la scena” e cambiare il corso della partita. È un aspetto importante per una formazione che vuole mantenere continuità lungo tutto il campionato.
Diversi marcatori e diverse opzioni per il Pisa
Naturalmente esistono elementi capaci di alzare il livello tecnico e di accendere la manovra, con Tramoni tra i principali riferimenti, ma il Pisa ha mostrato di poter trovare alternative anche quando uno dei suoi uomini più qualitativi non è protagonista. Lo dimostrano le reti arrivate da diversi reparti e anche con il contributo di chi entra a gara in corso ed è in grado di trovare la chiave di lettura giusta per cambiare gli equilibri.
L’ultima vittoria per 3-0 contro il Vicenza di sabato scorso è un esempio concreto di questa capacità di coinvolgere più giocatori nella prestazione collettiva. Moreo, Tramoni, Rao, Pittarello, Marras e Leris sono solo alcuni nomi che da un momento all’altro sono in grado di salire in cattedra. Il peso delle azioni offensive non ricade su un’unica soluzione: la squadra può arrivare al gol attraverso la costruzione palla a terra, sfruttando i dialoghi sulle corsie esterne, i cross oppure anche la presenza fisica in area.
La forza del collettivo nerazzurro
Il dato dei 9 marcatori diversi non garantisce da solo risultati costanti, ovviamente, ma indica una ricchezza di opzioni sulla quale mister Bianco può continuare a lavorare. Per gli avversari diventa più difficile concentrarsi su più riferimenti in grado di saper fare male. La strada è ancora lunga, ma il messaggio delle prime sei giornate è chiaro: il Pisa può colpire in molti modi e con uomini diversi. La vera forza, almeno finora, è la capacità di sfruttare al massimo il lavoro del collettivo.
A cura di Matteo Casini









