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Pisa, conclusi i lavori di restauro alla ex chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia 

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Bedini: “A breve la sistemazione del giardino esterno. Entro giugno sarà fruibile come spazio per attività culturali ed espositive”.

Il Comune di Pisa ha appena concluso l’intervento di restauro all’interno della ex chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia, di proprietà dell’amministrazione. I lavori per il recupero dell’edificio storico nel quartiere di Sant’Antonio proseguiranno adesso nello spazio esterno della chiesa, in modo da rendere pienamente fruibile l’accesso al monumento, in attesa delle operazioni finali di collaudo dell’opera, che averranno nelle prossime settimane.

I lavori sono stati finanziati inizialmente con fondi PNRR per un importo di 990.000 euro, a cui è stato aggiunto un contributo supplementare di 390.000 euro da parte della Fondazione Pisa, per provvedere alle ulteriori opere di consolidamento statico dell’edificio, che sono emerse in corso di svolgimento dei lavori.

L’intervento di rifunzionalizzazione della Chiesa della Qualquonia, le cui fondamenta facevano parte di un complesso conventuale limitrofo all’attuale Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, è finalizzato a rendere di nuovo fruibile lo storico edificio, che potrà diventare sede per attività culturali ed espositive, inserito nel circuito della fruizione turistica cittadina. Lo stato dei lavori è stato presentato stamani durante un sopralluogo con l’assessore alla cultura Filippo Bedini, il vicepresidente della Fondazione Pisa Michele Mariani e i tecnici del Comune che hanno seguito i lavori, Luigi Josi, Luisa Guarguali e Maurizio Malasoma.

“Questo intervento di recupero dell’edificio storico – spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Filippo Bedini – si inserisce nel quadro delle opere finanziate con i fondi PNRR, che destinano lo spazio a funzioni espositive e convegnistiche. Sarà quindi un luogo dedicato a conferenze, presentazioni di libri, piccoli incontri e, più in generale, ad attività culturali a servizio del quartiere e dell’intera città.

Al finanziamento PNRR si è aggiunto un ulteriore contributo da parte della Fondazione, un sostegno estremamente significativo che ha reso possibile la realizzazione del consolidamento della struttura. Colgo l’occasione per rinnovare il ringraziamento alla Fondazione, perché questa collaborazione dimostra, ancora una volta, un’attenzione fondamentale verso il patrimonio storico-artistico della città. Un impegno che si traduce concretamente in progetti di recupero e valorizzazione dei nostri beni, come dimostra anche il recente contributo che ci permetterà di restaurare la Chiesa della Spina. Questo spazio riveste un’importanza particolare per diversi motivi.

Innanzitutto per la sua collocazione: ci troviamo nel quartiere di Sant’Antonio, un’area di grande prestigio, vicina a San Paolo a Ripa d’Arno e alla cappella di Sant’Agata, recentemente recuperata. Un altro elemento rilevante è la capienza: lo spazio potrà ospitare circa 70 persone, una dimensione molto richiesta per gli eventi culturali a Pisa. Questa nuova struttura rappresenta quindi un’alternativa preziosa per iniziative di associazioni e pubbliche. Dal punto di vista dell’accessibilità, inoltre, lo spazio offre condizioni particolarmente favorevoli: l’ingresso a livello strada consente un accesso agevole anche alle persone con disabilità, migliorando significativamente la fruibilità rispetto ad altre sedi”.

“Lo spazio – ha proseguito Bedini – potrà essere utilizzato anche per attività espositive: la domanda di luoghi dedicati alle mostre è infatti sempre crescente e con questa ulteriore opportunità potremo rispondere meglio alle esigenze culturali della città. A differenza di altri ambienti, qui sarà disponibile anche un’area esterna che, una volta sistemata con panchine e alberature, potrà essere valorizzata nella bella stagione. Al di là del valore funzionale, è importante sottolineare il significato dell’intervento sul bene culturale in sé. Questo luogo rischiava un progressivo deterioramento, potenzialmente irreversibile: il recupero rappresenta quindi un risultato di grande rilievo.

Ma non basta restaurare: è fondamentale restituire gli spazi alla comunità, rendendoli vivi e fruibili. Chiudo con una considerazione doverosa: l’elemento di maggior pregio storico-artistico della chiesa, la cassettonatura lignea, ha purtroppo subito danni significativi a causa di anni di abbandono. Una parte è compromessa, mentre per il completo recupero sarà necessario individuare un finanziamento dedicato. Si tratta di un intervento di diversa complessità, sul quale continueremo a lavorare. Oggi celebriamo con soddisfazione la fine dei lavori di recupero dello spazio, consapevoli che il percorso di valorizzazione del bene non è ancora concluso”.

“Con il sostegno al recupero dell’ex Chiesa della Qualquonia, la Fondazione Pisa conferma la propria attenzione verso interventi di alto valore storico e culturale per la città di Pisa. Il contributo deliberato a favore del Comune, ci auguriamo consentirà il recupero e la fruizione di uno spazio destinato ad attività culturali.

L’impegno della Fondazione per la ex Chiesa di Qualquonia si inserisce in una strategia più ampia di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’area, che comprende anche il restauro della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno e della cappella di Sant’Agata. Attraverso questi interventi, che la Fondazione ha sostenuto negli ultimi anni, si è inteso contribuire in modo concreto alla salvaguardia di un sistema monumentale di straordinaria rilevanza, favorendone la fruizione pubblica”, dichiara Michele Mariani, vice presidente della Fondazione Pisa.

Il progetto di restauro. Gli interventi principali di carattere architettonico eseguiti all’interno dell’edificio hanno riguardato la riapertura delle porte di accesso al giardino a sud e a nord, entrambe con ricostruzione di spallette e architrave e l’inserimento di nuovi infissi in legno; la sostituzione del muro di cinta e della recinzione attuale del giardino su via di San Paolo e via della Qualquonia con nuova cancellata in ferro battuto, simile alla recinzione della vicina Cappella Sant’Agata.

L’intervento ha previsto inoltre la realizzazione di una struttura indipendente all’interno della sacrestia finalizzata a servizio igienico e spazi correlati. L’edificio è stato attrezzato con tutti gli impianti necessari ad una fruizione per attività espositive e culturali, adeguato alla piena accessibilità per portatori di disabilità motorie, servizi igienici e impianto di climatizzazione estiva e invernale. Gli spazi sono organizzati in un’aula di circa 200 metri quadri e dallo spazio in cui si trovava l’antica sacrestia, nella quale è stato collocato il servizio igienico ed è stato ricavato altro spazio che potrà essere adibito per attività secondarie.

Gli interventi di consolidamento statico hanno riguardato la messa in sicurezza delle capriate e la loro connessione con le pareti verticali, oggetto anch’esse di consolidamento eseguito con rete strutturale e riempimento delle cavità rilevate all’interno della parete. E’ stato inoltre consolidato il piccolo campanile e sono state inserite in ogni angolo dell’edificio barre metalliche di connessione fra le pareti verticali. Sono state messe in sicurezza le cornici in pietra delle finestre e le cornici marcapiano interne.

Infine è prevista la messa in sicurezza del cassettonato ligneo, che il graduale ma costante processo di abbandono ha determinato l’attuale stato di degrado, arrivando a causare un improvviso crollo di una porzione nel dicembre del 2014, e quindi la necessità di rimuoverlo e di riporlo in un apposito deposito. Il cassettonato, come previsto da progetto, non verrà installato in questa fase di riqualificazione, poiché dovrà essere prima oggetto di uno specifico progetto di restauro.

Nelle prossime settimane sarà eseguita una sistemazione finale dei giardini che fronteggiano i due lati della ex chiesa, così da arricchire le aree esterne con opere che ne permettano la migliore fruizione, ne elevino il decoro e arricchiscano il patrimonio arboreo con nuove piantumazioni.

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