PISA. Si è tenuta sotto Palazzo Gambacorti, una manifestazione pubblica che ha coinvolto una ventina di addetti ai servizi cimiteriali.
Con loro c’erano i sindacalisti della Cgil-Filcams e Cigl-Fp., tutti con croci di legno su cui campeggiavano slogan come “Vogliamo una vita migliore e non passare a miglior vita”. Con i sindacalisti e lavoratori sono arrivati in solidarietà anche Luigi Sofia di Sinistra unita per Pisa e Daniele Iannello di Rifondazione comunista e Una città in Comune.
Questi lavoratori sono costretti ad orari spezzatino dalle 8 alle 10 e dalle 15.30 alle 18.30. “Sono orari che non vanno bene agli addetti ed agli stessi utenti. Dalle 10 alle 15.30 i cimiteri sono inoltre senza personale e sorveglianza”: dice Catia Santochi della Cgil-Filcams.
“Le richieste della nostra organizzazione sindacale – interviene Vanessa Martini della Cgil-Filcams – sono, anche qui, semplici. Per l’appalto in corso, ritiro del taglio delle 48 ore sul servizio e della conseguente riorganizzazione peggiorativa dei turni di lavoro. Per il futuro appalto, vogliamo l’indicazione del Ccnl Igiene ambientale anziché dell’attuale Ccnl sui servizi Integrati / Multiservizi a parità di ore sul servizio e con adeguato inquadramento contrattuale”.
Il confronto con l’amministrazione comunale per ora non ha dato buoni frutti ed infatti Santochi dice: “Su tutti questi temi e non solo avremmo voluto confrontarci con l’amministrazione coì come avvenuto, anche se con qualche difficoltà, fino a fine 2025, ma non ci è stato consentito. Dall’iniziale intenzione di gestire questo delicatissimo servizio attraverso la forma più spinta di esternalizzazione prevista dal Codice dei contratti pubblici in vigore – il project financing –, l’amministrazione pisana è oggi tornata sui propri passi e, dopo aver investito in consulenze esterne e richiesto all’attuale cooperativa affidataria del servizio l’onerosa redazione dello stesso project, ha infine optato per la prosecuzione della gestione in forma di appalto; forma che la Cgil, in ogni sua declinazione, ha sempre contestato”.
Da sempre la Cgil ritiene che “per la natura del servizio, sia necessaria un’amministrazione diretta da parte del Comune o, quantomeno, da parte di una società partecipata in-house così come avviene in altri capoluoghi di provincia toscani e non solo. Pertanto, assieme ai lavoratori impiegati nell’appalto, portiamo le medesime istanze in piazza con un’assemblea sindacale pubblica a perché su questo appalto pubblico i diritti sembrano costare caro o essere completamente estinti”.
Iannello dice: “Da parte nostra abbiamo sempre sostenuto che la strada da percorrere fosse quella della reinternalizzazione di un servizio così importante e delicato, come abbiamo ribadito anche oggi in piazza, sostenendo con convinzione le richieste del sindacato”.
Sofia aggiunge: “Chi garantisce un servizio così delicato merita rispetto, tutele e un contratto dignitoso, non continui risparmi sulla pelle dei lavoratori. Per questo chiediamo che il Comune apra finalmente un confronto serio con le organizzazioni sindacali, ritiri il taglio delle 48 ore di servizio e costruisca una gestione che metta al centro la qualità del servizio e la dignità del lavoro.”
Articolo di Carlo Venturini





