Pisa – La Polizia di Stato è intervenuta in flagranza durante una truffa del cosiddetto “appartenente alle forze dell’ordine” ai danni di una novantottenne ipovedente. Un ventenne incensurato è stato arrestato per tentata truffa aggravata.
Nel pomeriggio di ieri, al numero 112-NUE, è giunta una richiesta di intervento delle Volanti della Questura: nel pieno centro di Pisa, una anziana novantottenne ipovedente aveva ricevuto una telefonata sospetta da parte di un sedicente appartenente alle Forze dell’Ordine. L’uomo affermava di dover eseguire un sopralluogo in quanto era giunta notizia che la refurtiva di una rapina perpetrata presso una gioielleria di Borgo Stretto fosse stata nascosta proprio nell’appartamento della vittima.
La Sala Operativa della Questura decideva pertanto, considerando che la truffa era ancora in corso, di inviare le pattuglie “in borghese” della Squadra Mobile, che si portavano repentinamente sul posto. Due operatori entravano nell’appartamento della vittima, mentre numerosi colleghi si appostavano nei dintorni. Si appurava così che l’intento dei malfattori era stato interrotto dall’intervento di due vicini di casa, opportunamente intervenuti dopo la richiesta di aiuto della donna, che si era fermamente opposta ad aprire la porta al presunto operatore delle Forze dell’Ordine.
Nel frattempo, dopo alcuni minuti, gli operatori della Squadra Mobile appostati fuori dall’appartamento notavano un soggetto sospetto, particolarmente nervoso, e decidevano di fermarlo e controllarlo. Da subito, il fermato, ventenne incensurato originario di Napoli, forniva spiegazioni illogiche ed elusive circa la sua presenza sul posto. Si decideva così di accompagnarlo in Questura, dove, sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso di un cellulare occultato all’interno degli slip, del quale non forniva il codice di sblocco.
Tuttavia, gli operatori della Mobile, pur non riuscendo a “sbloccare” il telefono occultato, riuscivano ad analizzare informaticamente il telefono personale del soggetto, rinvenendo elementi incontrovertibili riconducibili al delitto.
Venivano innanzitutto trovate numerose tracce telematiche che dimostravano come il soggetto avesse a lungo studiato gli itinerari stradali per raggiungere l’appartamento della vittima. Addirittura, veniva rinvenuta una chat anonima con un presunto complice, nella quale affermava di essere stato scoperto e che non doveva più essere contattato.
Infine, e forse l’indizio maggiormente rilevante, vi erano conversazioni Whatsapp con due donne, nelle quali affermava di “star per entrare” e che, se fosse stato arrestato, avrebbe voluto lasciare come ultima frase un messaggio di amore.
D’intesa con il Magistrato di Turno presso la Procura della Repubblica di Pisa, gli operatori della Squadra Mobile formalizzavano l’arresto in flagranza per tentata truffa aggravata, trattenendo il ventenne presso le Camere di Sicurezza della Questura, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il presente arresto, già il secondo operato nelle ultime settimane dagli uomini e dalle donne della Questura di Pisa in stretta sinergia con la Procura della Repubblica, segnala l’incessante sforzo della Polizia di Stato nel contrastare una fenomenologia criminale estremamente odiosa, che prende di mira persone anziane ed indifese. Fonte: Questura di Pisa





