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Piero Braglia si presenta e scuote il Pontedera: «Sveglia, siamo ultimi»

19:04

Il Pontedera si affida all’esperienza. Terzo allenatore della stagione, dopo gli esoneri di Menichini e Banchieri, il Pontedera ci prova con Piero Braglia.

PONTEDERAPiero Braglia per tentare la svolta. Il Pontedera, ultimo in classifica, ha scelto Braglia per dare una svolta: per lui 12 finali per raccogliere più punti possibili.

Il presidente Simone Millozzi: «Il mio primo pensiero va a mister Banchieri, un ringraziamento personale e a nome del club per il lavoro svolto e per la professionalità dimostrata. Per quanto mi riguarda, è stato un grande lavoratore, essendo presente qui mattina e pomeriggio al campo a cercare di provare tutti insieme a uscire da questa situazione. Purtroppo, nel mondo del calcio contano i risultati, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo attraversando. Questa decisione è figlia del fatto che non siamo riusciti a dare una svolta al nostro campionato. Occorreva dunque dare una nuova svolta, ancora una volta».

Prosegue Millozzi: «Abbiamo fatto una scelta importante e forte. Qui accanto a me c’è mister Braglia. È inutile dire che il suo curriculum e la sua esperienza parlano per sé: oltre mille presenze tra Serie B e Serie C parlano dell’uomo, del mister e della grande motivazione che ci ha dimostrato fin dal primo minuto. Sono rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla motivazione con la quale ha accolto la nostra proposta».

Da sx: Nikitiuk, Braglia, Millozzi, Taldo e Montagnani

«La scelta di Braglia – spiega il presidente del Pontederadimostra una compattezza societaria non scontata, visto che c’è un passaggio di proprietà in corso. Nonostante questa situazione difficile di classifica abbiamo condiviso questi passaggi con la proprietà entrante, dimostrando che l’unico obiettivo è il bene dell’US Città di Pontedera. La società crede nella salvezza. Il mercato di gennaio, figlio di alcuni errori fatti in precedenza, è stato importante e ha portato giocatori di categoria. Abbiamo 12 finali da giocare con una fame e una voglia diverse. Ringrazio il mister per aver accettato la sfida; se non ci avesse creduto lui per primo, oggi non saremmo qui».

Le parole del Direttore Sportivo Carlo Taldo: «Tutti i componenti della società hanno una grande motivazione. Non c’è la minima voglia di retrocedere o di fare le cose in modo superficiale. Siamo in una situazione figlia dei nostri errori, ma c’è una grandissima energia e l’assunzione di mister Braglia ne è la prova per uscire da questa brutta classifica».

Gustavo Nikitiuk (rappresentante di Sportheca, nuova proprietaria della società) manda un messaggio alla città e ai tifosi: «Siamo più uniti di prima. Da questa situazione, tutti uniti così, ne usciremo e andremo avanti».

  • La squadra è stata rivoltata come un calzino nel mercato di gennaio, ma i risultati non sono cambiati. Perché anche i nuovi sembrano faticare?

Simone Millozzi: «Non c’è una risposta chiara. Ci sono state prestazioni notevoli, come la reazione contro la Ternana, che è una signora squadra. Altre occasioni, come il primo tempo di Forlì, non ce le possiamo permettere in una partita che deve essere giocata come una finale. Non so se il motivo sia fragilità o il momento particolare, ma noi crediamo in questo gruppo. L’operazione rivoluzione di gennaio significa che qualcosa non andava. Ora il tempo non ci aspetta e credo che Braglia possa far uscire il meglio dai ragazzi che abbiamo oggi».

  • Come mai nel mercato sono andati via calciatori importanti come Ianesi, Perretta, Ladinetti e altri?

Carlo Taldo: «Tutti i ragazzi che hanno lasciato Pontedera erano arrivati alla fine del loro percorso qui. Questa situazione è stata ripetutamente chiesta ai diretti interessati. Noi non abbiamo mandato via nessuno; tutti hanno voluto, in certi casi ardentemente, lasciare Pontedera per una serie di situazioni personali. Non c’è una colpa o un colpevole, sono cicli che finiscono».

  • Mister Braglia, essere stato a Pontedera 30 anni fa ha inciso sulla scelta?

Mister Braglia: «A me piacciono queste sfide. Questa è una sfida grossa. Se non ci credessi, me ne starei a casa alla mia età. Credo di poter dare una mano a questi ragazzi. È arrivato il momento che tutti ci diamo una bella svegliata, io per primo. Bisogna rispondere sul campo; sono ragazzi che hanno qualità, ma devono abbinarci la voglia di dimostrare che non vogliono andare di sotto. Non è perché si sta bene a Pontedera che tutto passa in secondo piano. Bisogna rimboccarsi le maniche da dopodomani».

Qual è stato il suo primo contatto avuto con la società? E quali sono state le sue prime impressioni sulla squadra?

  • Mister Braglia: «Il primo contatto con il Pontedera è arrivato con una telefonata con  Bargagna (direttore organizzativo e marketing del club, ndr). Penso di poter dare il mio contributo poi sarà il campo a dire se ho ragione o meno. Domani (sabato 14 febbraio) farò il primo allenamento con la squadra. Conoscevo più i calciatori che sono andati via rispetto a quelli che sono arrivati, perché ci siamo scontrati spesso in passato. Quelli che ci sono adesso sono tutti da scoprire; può darsi che ci rendiamo conto di avere dell’oro in casa. Se hanno chiamato me, terzo allenatore, è chiaro che le cose finora non sono andate bene. Speriamo di cambiare registro fin da subito».

  • Sul modulo tattico, il Pontedera giocava col 3-5-2. È un modulo in cui si riconosce?

Mister Braglia: «Ho fatto tutti i moduli in carriera, non mi preoccupa. Devo trovare una quadratura veloce per portare risultati e accorciare il gap con chi ci sta davanti. Al di là del modulo, bisogna darsi delle risposte. Io, fossi in loro, appenderei la classifica nello spogliatoio davanti alla porta: siamo ultimi. Se non capiscono che è il momento di cambiare passo, allora è difficile. Peggio di così c’è solo la retrocessione».

  • Una scelta forte quella di venire a Pontedera?

Mister Braglia: «Si è una scelta forte perché non credo in quanti avrebbero accettato di venire a Pontedera. Però qui ho tanti amici per cui se posso dare una mano lo faccio. Inoltre penso che questa squadra non abbia espresso quello che può dare».

  • Come crede di stimolare i ragazzi?

Mister Braglia: «Basta vedere la classifica. Siamo ultimi. Se fossi uno dei calciatori prenderei la classifica e la appenderei nello spogliatoio. Peggio di così c’è solo la retrocessione».

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