Latitante per violenza sessuale e rapina, si nascondeva a Bali: arrestato al rientro in Italia. Il comunicato della Procura della Repubblica di Lucca.
Era stato condannato definitivamente a sette anni di reclusione per violenza sessuale e rapina, reati commessi a Massarosa nel gennaio 2021. Dopo la condanna, però, si era reso irreperibile, facendo perdere le proprie tracce.
Le ricerche dei Carabinieri della Stazione di Massarosa hanno portato a individuarlo addirittura in Indonesia, a Bali, dove l’uomo avrebbe trascorso il periodo di latitanza.
A rendere noto l’esito dell’attività investigativa è la Procura della Repubblica di Lucca, che ha comunicato la cattura del latitante, un cittadino italiano nato a Firenze nel 1984 e residente a Massarosa.
La condanna era arrivata dopo un procedimento iniziato per fatti particolarmente gravi. Il Tribunale di Lucca lo aveva condannato il 22 settembre 2021; la sentenza era stata confermata dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022, mentre nel 2023 il ricorso in Cassazione era stato dichiarato inammissibile. La sentenza è quindi diventata definitiva il 6 giugno 2023.
“Le condotte contestate e provate nel processo sono gravi (con violenza consistita nel colpire con schiaffi e pugni nonché minacciando di morte con un coltello a serramanico con lama arrugginita, prostituta, la costringeva a subire un rapporto sessuale non protetto, eiaculando all’interno della vagina, minacciava la stessa prostituta con il coltello costringendo a rivestirlo, per procurarsi un ingiusto profitto, con violenza consistita nel colpire con schiaffi e pugni nonché minacciando di morte un coltello a serramanico con lama arrugginita la prostituta, si impossessava della somma di € 500 sottraendola alla predetta che la deteneva all’interno di un cassetto della camera da letto. Con l’aggravante dell’uso di un’arma, colpendo la prostituta con calci e pugni le cagionava lesioni giudicate guaribili in giorni 21.”
All’epoca dei fatti l’uomo era stato arrestato e aveva trascorso circa cinque mesi in carcere, per poi essere sottoposto agli arresti domiciliari per oltre un anno. Nel luglio 2023, dopo il passaggio in giudicato della condanna, la Procura aveva emesso l’ordine di carcerazione, trasmettendolo alla Stazione dei Carabinieri di Massarosa per l’esecuzione.
I militari, però, non lo avevano trovato. L’uomo non risultava più presente né presso la propria abitazione né in altri luoghi conosciuti.
I Carabinieri hanno quindi avviato una serie di accertamenti per ricostruire gli spostamenti del condannato. Conoscendo le sue abitudini e quelle della famiglia, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione anche sulle disponibilità economiche dei genitori.
Il condannato, secondo quanto riferito dalla Procura, non aveva mai lavorato e aveva sempre vissuto con i genitori. Gli investigatori hanno quindi verificato una carta Postepay intestata al padre, scoprendo numerosi prelievi effettuati nella città di Denpasar, a Bali.
La carta veniva ricaricata ogni mese dal padre con circa 1.500 euro e successivamente utilizzata per diversi prelievi in contanti sull’isola indonesiana.
Gli accertamenti, anche attraverso la documentazione acquisita da Western Union, hanno permesso di ricostruire ulteriori elementi: i militari sono riusciti a risalire al numero di cellulare locale utilizzato dal latitante e al domicilio, individuato presso un hotel.
Nell’ottobre 2024 la Procura della Repubblica di Lucca ha attivato la procedura per le ricerche in ambito internazionale.
L’Indonesia, spiega la Procura, non dispone di uno specifico trattato di estradizione con l’Italia. A seguito delle richieste avanzate attraverso il Ministero, tuttavia, le autorità indonesiane hanno emesso un decreto di espulsione nei confronti dell’uomo, accompagnandolo fino alla frontiera aerea.
Il 24 luglio scorso la Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma ha comunicato che il giorno successivo il latitante sarebbe arrivato all’aeroporto di Fiumicino.
All’arrivo in Italia, l’uomo è stato arrestato e condotto nella Casa Circondariale di Civitavecchia, dove dovrà scontare la pena definitiva.
La Procura di Lucca ha voluto sottolineare il lavoro svolto dai militari, concludendo la comunicazione con un riconoscimento: «Onore ai Carabinieri della Stazione di Massarosa».





