Tensioni alla Piaggio di Pontedera: la RSU USB denuncia la chiusura temporanea dello stabilimento e attacca azienda, politica e sindacati.
Nuove tensioni nello stabilimento di Pontedera dopo l’annuncio della chiusura produttiva dal 15 al 22 giugno. Una decisione che ha riacceso il confronto tra rappresentanza sindacale e azienda, a partire dal comunicato diffuso dalla RSU USB Piaggio, che denuncia una gestione industriale definita “senza prospettiva” e scaricata sui lavoratori.
Secondo quanto riportato dalla RSU USB, la fermata produttiva non sarebbe un episodio isolato ma l’ultimo tassello di una strategia che negli ultimi mesi avrebbe visto un utilizzo intensivo della forza lavoro, l’impiego di centinaia di contratti a termine e nuove assunzioni finalizzate al sostegno dei volumi produttivi. In questo quadro, la chiusura temporanea dello stabilimento viene interpretata come il risultato di una pianificazione orientata più alla flessibilità produttiva che a una reale stabilità industriale.
Il riferimento diretto è anche alla gestione dei cosiddetti PAR, trasformati – secondo il sindacato – da strumenti di gestione individuale del tempo a permessi collettivi, con l’effetto di rafforzare il controllo aziendale sulle fermate produttive. Una scelta che oggi, alla luce della chiusura annunciata, viene letta come un precedente decisivo nella perdita di autonomia dei lavoratori nella gestione dei propri tempi di vita e lavoro.
Nel comunicato si parla inoltre di un’assenza di strategia industriale per lo stabilimento di Pontedera, storico polo produttivo legato anche alla produzione della Vespa. Per la RSU USB, la narrazione di eccellenza e innovazione celebrata in occasione degli ottant’anni del celebre scooter non corrisponderebbe a una reale prospettiva di rilancio industriale. Al contrario, si denuncerebbe un progressivo ridimensionamento degli investimenti e una gestione basata sull’uso strutturale di ammortizzatori sociali e precarietà.
Nel mirino del sindacato anche il ruolo di altre sigle sindacali, accusate di aver sottoscritto accordi ritenuti penalizzanti per i lavoratori e di aver accompagnato scelte aziendali presentate come inevitabili. Una collaborazione definita “permanente” con la direzione aziendale, che secondo la RSU avrebbe contribuito a consolidare un modello organizzativo oggi oggetto di contestazione.
Il comunicato non risparmia critiche nemmeno alle istituzioni locali e nazionali, accusate di assenza di intervento concreto nonostante il peso strategico del sito produttivo per il territorio. Le visite ufficiali e le celebrazioni vengono contrapposte alla mancanza di azioni strutturali per garantire investimenti, occupazione e continuità industriale.
Sul piano politico e sindacale, il messaggio si conclude con un appello alla mobilitazione: “Basta sacrifici imposti ai lavoratori”, si legge, insieme alla richiesta di interrompere l’uso ordinario degli ammortizzatori sociali e di aprire una fase di conflitto e organizzazione.
La RSU USB sintetizza così la propria posizione in uno slogan netto: “Il futuro di Pontedera non si celebra. Si conquista con la lotta”. Fonte: Comunicato stampa RSU USB PIAGGIO





