Tre pesci d’aprile virali nel Pisano: dalla discoteca di lusso al maxi scarpone sparito e alla scoperta archeologica.
Mattinata movimentata (1° aprile) sulle bacheche Facebook dei pisani e non solo: tra Tirrenia, Terricciola e Volterra sono circolate tre notizie insolite che hanno catturato attenzione e condivisioni… prima di rivelarsi chiaramente scherzi del Pesce d’Aprile.
A Tirrenia, molti utenti hanno commentato con stupore e ironia il post pubblicato dal profilo dell’immobiliare legato alla ex discoteca Frumpy (in seguito divenuta Pachamama). Secondo il post, il locale ormai chiuso da anni sarebbe stato acquistato per trasformarlo in un avveniristico complesso residenziale di lusso, con piscine panoramiche, pista per elicotteri e persino cocktail bar a forma di sfera da disco. L’iniziativa, accompagnata da rendering fantasiosi e dettagli esagerati, ha generato commenti tra l’incredulo e il divertito prima che molti utenti notassero l’ambientazione buffa e le date sospette.

Dalla costa alla campagna: a Terricciola, davanti al negozio storico Bottegone della Calzatura, è “scomparso” nel post virale lo scarpone gigante che da anni segna l’esterno dell’attività. La pubblicazione, impostata come una cronaca di furto con tanto di finta foto dei Carabinieri sul posto, ha fatto sorgere decine di domande tra chi passava sulla statale Salaiola. Solo alla fine del testo è comparso l’hashtag #pescedaprile e la firma ironica che ha chiarito la burla orchestrata dai titolari.

Infine, utenti di Volterra e appassionati di storia locale hanno condiviso la “notizia” diffusa dalla pagina L’anfiteatro che non c’era, secondo cui nei pressi dell’antico anfiteatro romano sarebbe stata portata alla luce una statua di un dio sconosciuto, battezzato scherzosamente come “Piscis Aprilensis”. Sono fioccati like e commenti divertiti, con qualcuno che ha ammesso candidamente di essere caduto nel tranello prima di capire il gioco.

In tutti e tre i casi, il tratto comune è stato l’utilizzo sapiente dei social per costruire storie caparbiamente verosimili nei dettagli, ma volutamente stravaganti nella sostanza. Un promemoria, come sempre, che nell’era digitale non tutto ciò che appare sui feed è – per forza – vero, soprattutto il primo di aprile.





