Martedì 3 Marzo 2026 la Cerimonia Commemorativa del 49° anniversario della tragedia del Monte Serra.
A quarantanove anni dalla tragedia del “Vega 10”, il territorio pisano si prepara a stringersi nel ricordo delle 44 vittime del disastro aereo avvenuto il 3 marzo 1977, quando un C-130 precipitò sul Monte Serra. Martedì 3 marzo 2026, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, si terrà la tradizionale Cerimonia Commemorativa per onorare la memoria dei caduti.
Quel giorno di fine inverno del 1977 persero la vita 38 cadetti e un ufficiale dell’Accademia Navale di Livorno, insieme ai cinque membri dell’equipaggio appartenenti alla 46ª Brigata Aerea. Una ferita profonda per la città di Livorno, per Pisa e per l’intero Paese, che ancora oggi ricorda quei giovani come i “Ragazzi del Monte Serra”.
La commemorazione si aprirà alle ore 9,30 con la celebrazione della Santa Messa nella suggestiva Pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao, momento di raccoglimento spirituale e preghiera in suffragio delle vittime.
Alle ore 11,00 è prevista la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento in ricordo dei “Ragazzi del Monte Serra”, a La Gabella. Un gesto solenne, accompagnato dagli onori militari, che rinnova l’impegno della comunità a custodire la memoria di chi perse la vita nell’adempimento del proprio dovere.
Alle ore 12,05 la cerimonia proseguirà presso il Sacrario del Monte Serra, dove si terrà la commemorazione ufficiale dei Caduti. Qui, tra il silenzio del monte e la presenza delle rappresentanze militari, verranno pronunciati gli interventi istituzionali e sarà osservato un momento di raccoglimento.
Il Monte Serra, che domina la piana pisana, è divenuto negli anni un simbolo di memoria e di unità. Il Sacrario e il monumento di La Gabella rappresentano oggi luoghi di pellegrinaggio civile e militare, dove generazioni diverse si incontrano per tramandare il ricordo di quei giovani cadetti e dell’equipaggio.
In caso di maltempo, fanno sapere gli organizzatori, la cerimonia sarà svolta in forma ridotta, garantendo comunque i momenti essenziali di commemorazione.
A quasi mezzo secolo di distanza, il sacrificio del “Vega 10” continua a vivere nella coscienza collettiva: una pagina dolorosa della storia italiana che ogni anno richiama la comunità a un doveroso tributo di memoria, rispetto e gratitudine.





