Secondo i media spagnoli, Marius Marin avrebbe rifiutato il rinnovo con il Pisa: alla scadenza del contratto potrebbe firmare con il Siviglia.
Le voci provenienti dalla Spagna accendono i riflettori sul futuro di Marius Marin. Secondo quanto riportato (leggi qui) dal quotidiano sportivo Marca, il centrocampista classe 1998 del Pisa avrebbe respinto la proposta di prolungamento presentata dal club toscano.
Il contratto del giocatore terminerà il 30 giugno prossimo e, al momento, non sembrano esserci i presupposti per una permanenza in nerazzurro oltre la scadenza naturale dell’accordo attuale. Una situazione che inevitabilmente alimenta le speculazioni sul prossimo capitolo della carriera del mediano rumeno.
Dalla Spagna, infatti, si parla con insistenza di un possibile approdo al Siviglia già dalla prossima stagione. L’ipotesi di un’intesa tra le parti viene descritta come concreta e reale, con contatti che avrebbero accelerato nelle ultime settimane per un accordo totale fra le parti.
Se le indiscrezioni trovassero conferma, Marin saluterebbe Pisa al termine dell’annata 2025/2026, dopo ben 8 stagioni trascorse sotto la Torre Pendente. Per ora non sono arrivate comunicazioni ufficiali né dal club toscano né dall’entourage del calciatore, ma le notizie rilanciate dalla stampa iberica stanno già facendo discutere tifosi e addetti ai lavori.
Nell’attuale stagione, il centrocampo romeno ha totalizzato 23 presenze su 29 totali con la maglia nerazzurra fra Serie A e Coppa Italia, partendo dal primo minuto ben 18 volte.
Così ha scritto il quotidiano spagnolo Marca: “Un nome che appare nella lista dei candidati per rafforzare il centrocampo del Siviglia è Marius Marin, calciatore rumeno del Pisa. La sua squadra si sta avvicinando al ritorno in B e il centrocampista avrebbe respinto la proposta di rinnovo del club.
Marin si unirà così al Siviglia a parametro zero alla scadenza del contratto con il Pisa Sporting Club. Entrambe le parti stanno attualmente definendo i dettagli del contratto per la prossima stagione”.
A cura di Matteo Casini



