Goletta verde 2026: ARPAT alla presentazione dei risultati del monitoraggio di Legambiente in Toscana. I dettagli.
Il 29 luglio si è tenuta presso la libreria Libri Liberi di Firenze la presentazione dei risultati della campagna Goletta Verde 2026 di Legambiente, con il contributo di ARPAT per un’analisi integrata dei dati sul monitoraggio delle acque di balneazione lungo la costa toscana.
All’incontro hanno partecipato, oltre al Commissario di ARPAT Pietro Rubellini, Fausto Ferruzza (Presidente di Legambiente Toscana), Marco Mancini (Ufficio scientifico nazionale Legambiente), Federico Gasperini (Direttore Legambiente Toscana) e Alessia Merlo (Responsabile Coordinamento dell’Area 2 – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati).
Nel suo intervento, il Commissario Rubellini ha illustrato le attività svolte da ARPAT per garantire la sicurezza igienico-sanitaria delle acque di balneazione in Toscana.
Dal 1° aprile al 30 settembre di ogni anno, l’Agenzia effettua il monitoraggio ufficiale della qualità di oltre 270 aree balneari lungo tutta la costa toscana e in alcune zone lacustri.
I risultati delle analisi, che vengono effettuate anche per le zone in cui sono presenti divieti permanenti di balneazione per motivi igienico-sanitari (per tenere comunque sotto controllo la situazione), sono tutti visibili sul sito Web dell’Agenzia. Gli stessi dati sono contemporaneamente disponibili anche nella App ARPAT.
Inoltre, da fine giugno a settembre, nei punti di campionamento individuati dalla Regione, ARPAT effettua il monitoraggio dell’Ostreopsis Ovata, un’alga microscopica che vive comunemente nelle calde acque dei mari tropicali, ma che ha trovato condizioni climatiche idonee anche nelle acque del Mar Mediterraneo .
L’Ostreopsis ovata, in determinate condizioni meteo-marine può raggiungere concentrazioni molto elevate nelle acque marine e produrre una potente tossina che si diffonde anche tramite aereosol e può dare disturbi, in gran parte temporanei, ai bagnanti.
“I dati raccolti da Legambiente con la sua campagna estiva e quelli registrati da ARPAT con il monitoraggio mensile delle acque di balneazione – ha dichiarato il Commissario Pietro Rubellini – confermano sostanzialmente la medesima fotografia, con un miglioramento rispetto allo scorso anno, almeno in questi primi quattro mesi di controlli, ma nelle aree direttamente influenzate dalle foci di fiumi, torrenti e fossi tutti i dati evidenziano costanti criticità, soprattutto nella parte settentrionale della Toscana.
Tali criticità, che, come riportato nelle relazioni sulla stagione balneare che ogni anno ARPAT pubblica, dipendono in larga parte da carenze del sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue (difetti di progettazione; scarsa e/o cattiva manutenzione e/o obsolescenza di impianti e condotte; abusivismo, ecc.), sono sicuramente amplificate nei loro effetti da episodi di piogge più o meno intense e localizzate.
Di conseguenza, l’impatto dei cambiamenti climatici in atto nel bacino mediterraneo si fa sentire anche su queste situazioni, con l’aumento di eventi estremi e delle precipitazioni, anche durante la stagione estiva, richiedendo un urgente un cambio di paradigma per tentare di limitare i danni (economici) ed i rischi per l’ambiente e la salute pubblica.
Analizziamo i dati delle temperature registrate dal portale Copernicus:
- il mese di giugno ha visto l’Europa colpita da un caldo estremo sia su terra che su mare, nel Mediterraneo occidentale e lungo le coste atlantiche;
- giugno 2026 entra nella storia come il mese più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, con temperature circa 3 °C al di sopra della media degli ultimi decenni, superando il record del 2025;
- nel Mediterraneo occidentale, la temperatura superficiale del mare ha raggiunto circa 27 °C, con un’anomalia di 3,7 °C rispetto alla media climatica. Questo fatto desta preoccupazione perché, essendo un bacino semichiuso, il Mediterraneo accumula calore con maggiore facilità rispetto agli oceani.
Le acque superficiali del Mediterraneo si stanno riscaldando a un ritmo senza precedenti: anomalie termiche record si susseguono anno dopo anno.
Questo riscaldamento è il segno di un cambiamento climatico accelerato che sta già alterando gli equilibri ecologici del bacino, mettendo a rischio specie autoctone e favorendo processi di tropicalizzazione.
La biodiversità marina è sempre più minacciata dalla proliferazione di specie aliene invasive, mentre habitat storici come le praterie di posidonia e le foreste di gorgonie subiscono stress termici sempre più intensi e spesso irreversibili.
Per rispondere a questa emergenza, è indispensabile agire su due fronti: da un lato, potenziare strategie concrete di mitigazione e adattamento; dall’altro, superare definitivamente un sistema energetico basato sui combustibili fossili, investendo in fonti di approvvigionamento a basse o nulle emissioni.
Resto allibito – conclude Rubellini – di fronte alle posizioni di alcune associazioni ambientaliste, che dopo aver approvato iter autorizzativi per impianti di energie rinnovabili, sollevano ora obiezioni di impatto ambientale, rallentando di fatto la transizione energetica che il Mediterraneo non può più attendere”.
Nella tabella vengono riportate le informazioni disponibili rispetto ai punti di prelievo controllati da Goletta Verde con la campagna effettuata nel periodo 6-8 luglio 2026, tenendo presente che non c’è quasi mai una esatta coincidenza con le date e la localizzazione dei prelievi effettuati da ARPAT nelle diverse aree di balneazione.





