La sua morte ha lasciato un vuoto profondo tra familiari e amici. Una donna ricordata per la sua disponibilità, energia e dedizione.
La comunità di Grosseto è sotto shock per la scomparsa improvvisa di Doriana Carpinetti, 52 anni, impiegata amministrativa della Farmacia Severi. La donna è stata trovata senza vita il 3 gennaio, nel suo letto, probabilmente a causa di un malore.
A fare la tragica scoperta è stato il figlio tredicenne, che si era recato nella camera della madre per svegliarla e farsi accompagnare a una visita medico-sportiva, necessaria per poter continuare a praticare hockey su pista con la squadra giovanile del Circolo Pattinatori Grosseto. Il marito di Doriana, artigiano, ha immediatamente allertato i soccorsi, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Doriana era molto attiva nella vita familiare e sociale: oltre a seguire con passione le attività del figlio, era catechista e rappresentante di classe nella scuola frequentata dal ragazzo.
I funerali, inizialmente previsti presso la chiesetta del cimitero di Sterpeto, sono stati rinviati in attesa dell’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria per chiarire le cause del decesso.
Si riporta integralmente il comunicato stampa del Circolo Pattinatori Grosseto:
Un gravissimo lutto ha colpito nella giornata di sabato 3 gennaio il Circolo Pattinatori Grosseto, con l’improvvisa scomparsa di Doriana Carpinetti, 52 anni, impiegata amministrativa della Farmacia Severi, mamma di Leonardo, uno dei campioncini che giocano nella formazione Under 15 A, allenata da Marco Zanobi.
Doriana è stata trovata senza vita nel letto, a causa probabilmente di un malore (è stata comunque disposta l’autopsia per stabilire la causa del decesso), proprio dal figlio tredicenne, che è andato a svegliare la mamma per farsi accompagnare a una visita medico-sportiva programmata da tempo, per poter continuare a frequentare l’hockey su pista. Il padre, caldaista di professione, ha chiamato immediatamente i soccorsi, ma i sanitari non hanno che potuto accertare l’avvenuta scomparsa.
La notizia della morte di Doriana, una persona molto attiva, che nei momenti liberi, oltre a seguire il figlio, faceva la catechista al Duomo ed era anche la rappresentante di classe alla scuola media “Giovanni Pascoli” di piazza Rosselli, ha creato sgomento e grande dolore innanzitutto tra i genitori della squadra, ai quali era molto legata, tanto che giornalmente era nel centro sportivo di via Mercurio, a Barbanella, non solo per accompagnare Leo agli allenamenti, ma anche per socializzare con le altre mamme.
Il presidente Stefano Osti è andato subito a far sentire la vicinanza alla famiglia nell’abitazione di via Fiume, nei centro di Grosseto, poi si è recato alla camera ardente allestita all’obitorio della Misericordia in via Senese. «Per rendere omaggio ad una grande persona – annuncia Osti – chiederemo di poter aggiungere anche Doriana alla motivazione del minuto di silenzio, programmato per martedì prossimo, in onore delle vittime di Crans Montana. Contro il Giovinazzo giocheremo con la fascia al braccio in segno di lutto. E’ un grande dolore quello che ha colpito la nostra famiglia».
«Siamo rimasti senza parole – commenta Tommaso Marinoni, responsabile del settore giovanile del C.P. Grosseto – con Doriana e gli altri genitori è nata una bella amicizia. Durante queste festività natalizie siamo andati tutti insieme a seguire i nostri figli a un torneo a Bassano del Grappa, in Veneto. Un bel gruppo di persone, composto da genitori e figli, ha festeggiato insieme l’ultimo dell’anno. Doriana Carpinetti era addirittura presente a una cena che si è svolta la sera del primo dell’anno. Nulla lasciava presagire insomma una morte improvvisa, che ha colpito tutti, compresi gli atleti della squadra».
«Era una persona che si occupava di tutto – aggiunge il dirigente biancorosso Lorenzo Tonini – sempre disponibile per il figlio ma anche per la società. Con lei avevamo un bellissimo rapporto. Era bello averla nella nostra compagnia. Appena abbiamo saputo della tragedia, ci siamo stretti intorno al nostro atleta, un bimbo educatissimo, che adesso deve fare i conti con un lutto e un dolore inimmaginabile».





