Il sindaco di San Giuliano Terme riceve minacce dagli USA per il funerale di Marah, giovane palestinese morta a Pisa. Lettera anonima inviata alle autorità.
Il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, ha ricevuto una lettera anonima proveniente dagli Stati Uniti contenente insulti e minacce. La missiva è arrivata da Carol Stream, città vicino a Chicago, e sarebbe legata all’organizzazione del funerale di Marah, una giovane palestinese morta a Pisa dopo essere giunta da Gaza in condizioni critiche.
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La lettera, che contiene un linguaggio offensivo e intimidatorio, è stata inviata alle autorità competenti per valutare eventuali profili di reato, tra cui incitamento all’odio e intimidazione nei confronti di un’istituzione democratica della Repubblica Italiana. Marah sarebbe oggi giunta al ventesimo compleanno. La giovane era tra le oltre 64.000 vittime civili della crisi in corso a Gaza. (ANSA).
Il commento del primo cittadino a mezzo social:
«leri ho ricevuto una lettera anonima, spedita dagli Stati Uniti, precisamente dalla città di Carol Stream, nei pressi di Chicago, contenente insulti volgari, intimidazioni e un linguaggio intriso di odio.
L’attacco è rivolto alla mia persona, quale Sindaco della città di San Giuliano Terme, colpevole – secondo gli autori – di aver accolto nella nostra terra, con umanità e solidarietà, Marah, giovane palestinese, morta dopo essere riuscita a fuggire da Gaza per curarsi a Pisa.
Il fatto che un Sindaco italiano venga insultato e minacciato da oltre oceano per aver accolto con rispetto e dolore una giovane vittima civile dimostra quanto sia profondo il clima di disumanizzazione e di avvelenamento del dibattito pubblico mondiale.
Ma se chi minaccia crede di intimidirci, sbaglia.
Profondamente.
Marah non è morta per caso. Marah è morta di genocidio, un genocidio portato avanti dal
Governo Israeliano.
È una delle oltre 64.000 vittime civili della carneficina in corso a Gaza, un’area martoriata dove i diritti umani vengono calpestati ogni giorno.
E mentre accadono questi fatti, sconcertano, ancora una volta, il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni più alte del nostro Paese.
D’altra parte per essere partigiani serve coraggio, quello che non ha questo governo che cerca di galleggiare sottomesso tra i potenti del mondo per non fare torto a nessuno».





