Scuola, cultura e futuro di Pontedera: l’intervista di VTrend all’assessore Francesco Mori su Polo 0-6, villaggio scolastico, biblioteca, lettura, festival e associazioni culturali.
L’istruzione, la cultura e i servizi educativi rappresentano alcuni dei pilastri su cui si sviluppa l’azione amministrativa del Comune di Pontedera.
Dalla realizzazione del nuovo Polo 0-6 Gandhi al futuro del villaggio scolastico, passando per il ruolo della Biblioteca Gronchi, la promozione della lettura, il sostegno alle associazioni culturali e la crescita dei festival cittadini, sono numerosi i temi che interessano il presente e il futuro della città.
Per approfondire strategie, obiettivi e progetti in corso, VTrend ha intervistato l’assessore alle Politiche educative e scolastiche, sviluppo e organizzazione del villaggio scolastico, sistema bibliotecario, politiche culturali connesse alla promozione della lettura, alla valorizzazione del tessuto associativo e ai festival letterari, teatrali e musicali, Francesco Mori.
Un confronto a tutto campo sulle priorità dell’amministrazione, tra investimenti nelle scuole, inclusione, cultura diffusa e valorizzazione del territorio.
1. Quali sono oggi le priorità dell’Amministrazione per il sistema scolastico di Pontedera?
“A settembre inaugureremo un’opera molto attesa, il nuovo Polo 0-6 Gandhi nel quartiere Fuori del Ponte che accoglierà 230 bambini, 50 del nido e 180 della scuola dell’infanzia. Sarà il secondo Polo 0-6 esistente in città e si affiancherà a quello intitolato a Enzo Catarsi a La Rotta, considerato una eccellenza educativa e che mette al centro la crescita dei bambini a 360 gradi.
L’obiettivo, sul fronte dei servizi educativi, è quello di completare il percorso verso il riconoscimento formale del terzo polo 0-6 nel quartiere Villaggi all’interno del comprensivo Pacinotti. Un’altra delle priorità individuate è quella del potenziamento dei percorsi musicali nelle scuole. Nei mesi scorsi abbiamo visto nascere l’orchestra degli istituti comprensivi e, su questa spinta, dobbiamo continuare a lavorare.
L’altra cosa sulla quale puntare è quella di integrare sempre più la scuola con attività extracurriculari e progetti di arricchimento formativo. Giusto per dare qualche numero, ricordo che, ogni giorno, la scuola pontederese, dai nidi agli istituti superiori, mette in moto 8mila ragazzi. Una vera e propria città nella città”.
2. In che modo il Comune sta intervenendo per ridurre le disuguaglianze educative tra gli studenti?
“Anche su questo settore stiamo operando da tempo con diversi strumenti. In maniera trasversale con altri assessorati riuniamo periodicamente il tavolo istituzionale per il dialogo interculturale, che raccoglie tutta una serie di soggetti ed enti impegnati sul territorio su questo versante e che colloca, tra le sue priorità, appunto, i temi dell’educazione e della formazione.
Abbiamo poi sviluppato una rete, molto vasta, di strutture dedicate al doposcuola su tutto il territorio. È un supporto fondamentale per aiutare nell’inclusione e ridurre al massimo le disuguaglianze”.
3. Il villaggio scolastico sta funzionando come polo integrato o restano criticità organizzative e logistiche?
“Stiamo parlando di una realtà che è un “unicum” e che raggruppa, come polo integrato, 5 istituti superiori facendo da punto di riferimento per tutto il territorio. A livello di strutture la Provincia sta completando i lavori per la realizzazione della nuova palestra che sarà al servizio del Marconi e del Montale.
Come Amministrazione Comunale abbiamo un dialogo aperto e costante con le altre istituzioni, con i dirigenti scolastici, con docenti e ragazzi. E proprio sul versante degli studenti cerchiamo di intercettare richieste e bisogni parlando direttamente con i rappresentanti con riunioni periodiche svolte all’interno del tavolo del Villaggio Scolastico”.
4. Il sistema bibliotecario comunale è oggi davvero un servizio attrattivo per tutte le fasce d’età?
“Assolutamente sì e i numeri lo dimostrano. La Gronchi ha chiuso il 2025 con un totale di 170mila presenze e 60mila prestiti. Ha un patrimonio librario di 70mila volumi e la biblioteca offre sale lettura e studio frequentatissime proprio dai più giovani, l’accesso ad internet, la lettura di quotidiani e periodici.
La Biblioragazzi organizza iniziative a ciclo continuo pensate per i bambini con i bibliosabati e le letture Hula Hoop in estate, va nelle scuole, sta sul territorio. Insomma è una realtà culturale centrale nel panorama locale”.
5. Quali risultati stanno producendo le politiche di promozione della lettura, soprattutto tra i giovani?
“Pontedera, da anni, si fregia del titolo di “Città che legge” che è un riconoscimento assegnato dal Ministero per la Cultura. Non è un titolo arrivato a caso ma frutto di un lavoro partito da tempo, col coinvolgimento delle scuole, i percorsi di formazione tra i bambini, le letture ad alta voce della biblioteca, i cantieri letterari del Villaggio Scolastico, i libri per i bambini che sono letti nei parchi e sul battello. Un percorso veramente a 360 gradi che è un arricchimento per l’intera comunità”.
6. Quale è la strategia culturale del Comune e quale ruolo hanno festival e rassegne nel definirla?
“Pontedera è una città che fa della cultura uno dei motori trainanti per lo sviluppo del territorio. Le iniziative proposte hanno numeri veramente rilevanti per una città di appena 30mila abitanti, ma che fa della cultura, della socialità, del coinvolgimento dei giovani, della partecipazione, uno dei suoi caratteri distintivi.
Cito in ordine sparso alcuni dei festival e delle rassegne che viviamo a Pontedera durante l’anno: Ponte di Parole, Dialoghi di fine estate, la stagione del teatro Era, gli Ecoincontri, le Ecofiabe, il Festival Sete Sois Sete Luas, il Pontedera Music Festival nella versione invernale ed estiva, le mostre del Palp, le tante iniziative della Fondazione Piaggio, Creactivity, Estate d’Era, Fermata Pontedera. Ma anche tappe di festival diffusi come Collinarea, Filo d’Identità, Musicastrada, Utopia del Buongusto e tanto altro. Ogni periodo dell’anno e praticamente ogni giorno la città offre qualcosa da fare.
Non è solo un discorso quantitativo, importante, ma che sarebbe riduttivo. È anche e soprattutto un ragionamento di qualità. Penso all’ultima edizione di Ponte di Parole, che, in primavera, nobilitata dalla presenza del cardinale Zuppi, ha mobilitato 5000 persone su 80 eventi complessivi e al calendario delle iniziative legate al Natale. La strada tracciata è proprio questa e coniuga eccellenza e volume, con un panorama a 360 gradi di integrazione sul territorio e sempre maggiore visibilità”.
7. In che modo l’Amministrazione sostiene in modo stabile il tessuto associativo culturale?
“Anche in questo caso abbiamo cifre rilevanti. Il tessuto associativo ha ben 40 associazioni che, a vario titolo, si occupano di cultura, senza dimenticare le librerie e tanti altri soggetti che hanno la cultura nel proprio dna. Facciamo rete, raccogliamo proposte, teniamo un tavolo aperto di dialogo per progetti in comune. L’aspetto più importante è quello della partecipazione e della condivisione facendo squadra e ovviamente, come Amministrazione, offriamo supporto alle iniziative che vengono organizzate.”
8. Qual è l’obiettivo politico-culturale che considera più urgente per il futuro di Pontedera?
“La cultura come connessione tra soggetti in maniera partecipata e consapevole. Affinchè parlare di multiculturalità non sia solo uno slogan ma una occasione vera di incontro e scambio tra culture. Penso alla musica come vettore trainante, con i percorsi, come dicevo prima, che partono proprio dai primissimi cicli scolastici.
E poi una valorizzazione costante di quella Pontedera città della cultura diffusa e museo a cielo aperto che è davvero un nostro marchio di fabbrica. Così come stiamo facendo per la Vespa, della quale stiamo festeggiando gli 80 anni di vita, con gli allestimenti che caratterizzano il centro cittadino: portare l’arte ovunque rendendola accessibile a tutta la comunità e contribuendo alla valorizzazione culturale e sociale del territorio è sicuramente un obiettivo prioritario”.





