Incendio al fotovoltaico di via dei Tavi a Castelfranco: oltre 10mila pannelli distrutti. L’opposizione chiede chiarezza su sicurezza e bonifica.
Il maxi incendio che ha interessato l’impianto fotovoltaico di via dei Tavi a Castelfranco riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dei grandi impianti presenti o previsti sul territorio.
A intervenire sulla vicenda è il gruppo consiliare “Castelfranco Unita” (PD-AVS-PSI-Azione), che, dopo il rogo che ha coinvolto oltre 10.000 pannelli, chiede chiarimenti sulle cause dell’incendio, sulle attività di bonifica e sulle garanzie di prevenzione e sorveglianza.
Nel comunicato, il gruppo di opposizione torna inoltre a criticare l’iter che ha portato alla realizzazione dell’impianto, sostenendo che residenti e Consiglio comunale non sarebbero stati adeguatamente coinvolti.
I consiglieri annunciano infine la presentazione di un’interpellanza urgente alla giunta per chiedere informazioni sui tempi della bonifica e sulle misure previste per la sicurezza.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
“Il maxi progetto fotovoltaico in via dei Tavi è iniziato male ed è finito ancora peggio.
Tuttavia, di fronte ad oltre 10.000 pannelli fotovoltaici andati in fumo, si pongono delle riflessioni politiche ineludibili: se l’origine dolosa sarà definitivamente esclusa, è tollerabile che basti il rogo di qualche sterpaglia per innescare una devastazione di questa portata a due passi dalle case? Quali garanzie di sorveglianza e prevenzione incendi esistono oggi per tutti gli altri maxi-impianti già previsti o esistenti?
Le preoccupazioni dei residenti di via dei Tavi, liquidate in questi mesi dal sindaco Mini e della giunta troppo in fretta dall’inizio dell’iter del maxi-progetto, trovano oggi una drammatica conferma. E come non pensare ai tanti altri impianti situati accanto alle abitazioni a Castelfranco (via Gobetti, via Aiale, via Pie di Monte, via Francesca Sud) e a quelli che nasceranno a breve su via delle Confina.
Oggi, spente le fiamme, resta un enorme terreno da bonificare e un’immensa mole di rifiuti speciali da smaltire.
L’amministrazione ha il dovere di pretendere garanzie, modalità e tempistiche immediate dalla società privata proponente Tavi srl con sede a Faenza.
Questo disastro riaccende i riflettori sul metodo fallimentare con cui l’intera operazione è stata gestita. Un’opera di questa portata – estesa su una superficie grande quanto 11 campi da calcio – non ha mai visto il coinvolgimento e l’informazione dei residenti della zona né tantomeno del Consiglio Comunale o della Commissione Urbanistica e Territorio.
È mai possibile che la Giunta a guida Fabio Mini nonostante le continue richieste, dal 18 dicembre 2024 (data di rilascio dell’autorizzazione comunale del maxi-impianto), non abbia mai trovato tempi e modi per farlo?
Non basta giustificarsi dietro le scartoffie dicendo di aver “rispettato la normativa” in Conferenza dei Servizi. E non basta sbandierare 90.000 euro di compensazione ambientale: nessuna cifra compensativa potrà mai giustificare il mancato coinvolgimento della cittadinanza, del consiglio comunale o sostituire le garanzie sulla sicurezza di chi ci vive.
Presenteremo un’interpellanza urgente alla giunta per chiedere tempi delle bonifiche e sulle garanzie di sicurezza. Saremo irremovibili nella difesa della salute e della tranquillità dei nostri concittadini.”
Gruppo consiliare “Castelfranco Unita”
PD-AVS-PSI-Azione





