Due giornate nel segno della solidarietà€, per ricordare un uomo, un padre che è€ stato un grande campione sul ring e nella vita.
Due giornate intense, cariche di emozione, dedicate al ricordo di un uomo che ha lasciato il segno non solo nella storia del pugilato italiano, ma anche nel cuore di chi lo ha conosciuto. L’8 e il 9 giugno, Empoli accoglie l’eredità umana e sportiva di Sandro Mazzinghi, originario di Pontedera, con un’iniziativa promossa dalla Boxe Empoli Sanseverino Scardigli, patrocinata dal Comune di Empoli, dalla Regione Toscana e dalla Federazione Pugilistica Italiana. Saranno presenti anche i figli David e Simone.
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Il figlio David Mazzinghi, ai microfoni di VTrend.it, racconta con emozione cosa significhi per la famiglia partecipare a queste giornate: «Sono giornate che naturalmente fanno piacere, ricordare un personaggio sportivo che ha dato tanto all’Italia e allo sport in generale. Quindi noi, come famiglia, siamo onorati di partecipare, di essere presenti e di ricordare il nostro babbo.»
Mazzinghi è stato un campione indiscusso sul ring, ma anche un uomo straordinario fuori dalle corde:Â Â«Ăˆ una persona che ancora oggi è amatissima. Questo vuol dire che ha lasciato un buon segno nel ricordo di tante persone, proprio perchĂ© era una persona semplice, che amava stare con la gente, con i giovani. Il ricordo vive in tutte queste persone. Basta vedere anche le sue pagine social: c’è ancora oggi un grande affetto, e questo ci fa un immenso piacere.»
L’8 giugno, il palco del Teatro Excelsior di Empoli ospiterĂ L’uomo senza paura, spettacolo teatrale diretto e interpretato da Mauro Parrinello, tratto dal libro Anche i pugili piangono del giornalista Dario Torromeo. Un’opera che racconta la storia di riscatto di Mazzinghi e che, come spiega David, puĂ² parlare anche a chi non lo ha mai conosciuto: «Lo spettacolo trasmette tanta voglia di arrivare, soprattutto per queste nuove generazioni. Mio padre veniva da una famiglia molto povera, e per lui il riscatto era tutto. Ăˆ una storia vincente: da nulla è riuscito a coronare il sogno di avere un posto nel mondo.»
Il giorno successivo, le scuole Vanghetti e Busoni saranno protagoniste di un incontro dedicato ai giovani. L’obiettivo? Ispirare con l’esempio di chi ha lottato per ogni traguardo.
«Una storia come quella del mio babbo puĂ² ispirare tanto. Aiuta i ragazzi a fissarsi degli obiettivi, a credere nei propri sogni. Oggi i giovani attraversano un periodo difficile, e la sua è una storia che puĂ² dare forza.»
Il ricavato dello spettacolo sarĂ devoluto in beneficenza per l’acquisto di macchinari destinati a un ospedale in Senegal:Â Â«Ăˆ un valore centrale. Lo spettacolo gira l’Italia, ma qui ha un valore speciale anche per questo gesto di solidarietĂ .»
Sul palco ci saranno anche figure importanti che hanno accompagnato la vita e la memoria di Mazzinghi. «Con Dario Torromeo abbiamo un’amicizia che dura da anni, ha conosciuto bene mio padre, ha scritto tanto su di lui. Ăˆ un grande giornalista e un amico di famiglia. Mohamed Ali Ndiaye, invece, è di Pontedera, è stato un buon campione e un ragazzo vero: ci fa piacere averlo con noi.»
Sandro Mazzinghi: simbolo di riscatto. «Ha rappresentato tanto per il pugilato italiano. Ha dato tutto allo sport, e ha incarnato il riscatto di una vita. Tanti si immedesimavano in lui. Ha fatto tanti sacrifici, ma con l’onestĂ nel cuore si puĂ² arrivare ad essere anche campioni.»
Per i figli, crescere con un padre così famoso e amato è motivo di profondo orgoglio:
Â«Ăˆ una soddisfazione immensa. Babbo è sempre stato un uomo buono, che ha fatto tanto bene. Ancora oggi è ricordato con affetto. Avere avuto un padre conosciuto dappertutto ci riempie di orgoglio, soprattutto per il padre che è stato per noi.»
David chiude l’intervista con le parole che racchiudono l’ereditĂ piĂ¹ preziosa:
«Andare sempre avanti, mai fare un passo indietro. Anche nelle difficoltĂ , bisogna superare gli ostacoli e continuare. Mio padre mi ha insegnato che in qualsiasi situazione uno ce la puĂ² fare, sempre.»
Due giorni per celebrare la memoria di un uomo che non ha mai smesso di combattere, dentro e fuori dal ring. Pontedera e tutta l’Italia del pugilato lo ricordano con affetto, come un campione… e come un padre.
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