Ha commosso i social il racconto di Manuel Gelli, giovane di Asciano e calciatore della Freccia Azzurra, che su Instagram ha condiviso le immagini e le emozioni vissute durante il devastante incendio del Monte Faeta. Parole forti e dirette che descrivono la paura dell’evacuazione e lo shock nel vedere il proprio territorio in fiamme.
SAN GIULANO TERME – Un racconto che arriva dritto al cuore, scritto con la spontaneità e la forza di chi, nonostante la giovane età, ha vissuto in prima persona un’esperienza che difficilmente potrà dimenticare.
A commuovere centinaia di persone sui social è stato Manuel Gelli, ragazzo di Asciano, classe 2011 e calciatore della Freccia Azzurra, che ha scelto Instagram per raccontare il dramma dell’incendio che nei giorni scorsi ha devastato il Monte Faeta, costringendo molte famiglie a lasciare le proprie case.
Lo ha fatto attraverso una carrellata di immagini, fotografie che raccontano il prima, il durante e il dopo delle fiamme, accompagnate da frasi brevi ma potentissime, capaci di trasmettere tutta la paura, lo smarrimento e il dolore di quelle ore. Parole che hanno colpito nel profondo tantissime persone, tanto da superare in poco tempo i 1.200 like e raccogliere decine di condivisioni e messaggi di vicinanza.
«Sono morto il 1 maggio 2026», scrive Manuel nella prima immagine. Poi, slide dopo slide, ricostruisce quei momenti con una lucidità disarmante: «Sono morto quando i miei genitori alle 1:30 mi hanno svegliato spaventati. Sono morto quando mi hanno detto che dovevamo andare via». E ancora: «Sono morto quando ho visto i monti bruciare».
Un racconto che diventa ancora più intenso quando il giovane parla della propria famiglia e della comunità: «Sono morto quando mio zio, pur non essendo pompiere, era a spegnere il fuoco sui monti. Sono morto quando ho visto le mie nonne piangere per il loro paese». Fino alle immagini più dolorose: l’evacuazione di Asciano, il paesaggio devastato, il silenzio lasciato dalle fiamme.
«Sono morto quando tutta Asciano è stata evacuata. Sono morto quando ho visto tutto bruciato. Sono morto con la tristezza nel vedere Asciano adesso», conclude.
Parole semplici, senza filtri, che raccontano meglio di qualsiasi cronaca ciò che ha significato per tante famiglie vivere quei giorni di paura. Il post di Manuel è diventato in poche ore uno dei simboli emotivi di questa tragedia, dando voce non solo al suo dolore, ma anche a quello di un’intera comunità ancora profondamente segnata dall’incendio del Monte Faeta.





