Possibile truffa agli anziani: una donna avrebbe raccolto nomi dai citofoni prima di una telefonata con richiesta di denaro.
Un possibile tentativo di truffa ai danni di una persona anziana è stato segnalato nelle scorse ore sui social, attraverso il gruppo Facebook Sei di Sovigliana e Spicchio se….
L’episodio, secondo quanto raccontato da un residente, sarebbe avvenuto nella zona di Petroio, mentre segnalazioni analoghe sarebbero state raccolte anche a Sovigliana (frazione del comune di Vinci).
A far scattare l’allarme è soprattutto la dinamica raccontata nella segnalazione. La mattina dell’episodio, intorno alle 8, una donna descritta come di corporatura minuta, con capelli biondi e lunghi, sarebbe stata vista aggirarsi nella zona e fermarsi davanti ai campanelli di alcune abitazioni, apparentemente intenta a leggere i nomi riportati sui citofoni.
Nel pomeriggio, secondo il racconto, una donna avrebbe poi telefonato a un’anziana residente in una delle abitazioni della zona. La signora, che vive da sola, avrebbe ricevuto una chiamata nella quale la interlocutrice, in lacrime, si sarebbe presentata come “Simona”, utilizzando quindi un nome che, secondo la segnalazione, era stato precedentemente letto sul campanello di casa.
A quel punto sarebbe scattato il tentativo di raggiro: la donna al telefono avrebbe raccontato di essere rimasta coinvolta in un grave incidente stradale nel quale, sempre secondo quanto riferito, avrebbe provocato la morte di una bambina.
Una storia drammatica, apparentemente costruita con l’obiettivo di creare panico e confusione nella persona dall’altra parte della cornetta e spingerla successivamente a consegnare del denaro.
Fortunatamente, l’intervento tempestivo dei familiari avrebbe permesso di interrompere la situazione prima che venisse consegnato qualcosa.
È proprio questo aspetto a destare particolare preoccupazione. Chi ha pubblicato la segnalazione ritiene infatti possibile che la presenza della donna davanti ai citofoni non fosse casuale e che la lettura dei nomi possa essere stata utilizzata per raccogliere informazioni sulle persone residenti nelle abitazioni, individuando eventualmente anche persone anziane che vivono sole.
Si tratta, al momento, di un’ipotesi contenuta nella testimonianza pubblicata sui social e non di un elemento che possa essere considerato accertato.
La persona che ha raccontato l’episodio ha inoltre spiegato di aver visto personalmente la donna e di ritenere di poterla riconoscere qualora le venisse mostrata.
La segnalazione invita soprattutto i familiari di persone anziane che vivono sole a prestare particolare attenzione a telefonate improvvise nelle quali vengano raccontate emergenze, incidenti o altre situazioni drammatiche e venga successivamente richiesto denaro o chiesto di fornire informazioni personali.
In caso di una chiamata sospetta, il consiglio è di non consegnare denaro e non fornire dati personali, interrompendo la conversazione e verificando direttamente quanto raccontato contattando il familiare interessato attraverso un numero conosciuto.
Qualora vi siano elementi che facciano pensare a un tentativo di truffa, è opportuno rivolgersi alle Forze dell’Ordine e segnalare l’accaduto.





