Nomina del nuovo presidente di Geofor e polemiche sulla governance delle partecipate: il consigliere Dario Rollo critica le logiche politiche.
Le recenti nomine ai vertici di Geofor tornano a riaccendere il dibattito politico sul sistema di governance delle società partecipate. A intervenire con toni critici è il consigliere comunale di opposizione di Cascina, Dario Rollo, che punta il dito contro quella che definisce una prassi consolidata: la selezione dei vertici aziendali guidata più dagli equilibri politici che da criteri di merito.
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Secondo Rollo, l’elezione del nuovo presidente della società confermerebbe una dinamica ormai nota agli amministratori locali e ai cittadini: nelle scelte sulle partecipate, centrodestra e centrosinistra finirebbero per adottare logiche simili, rivendicando di volta in volta il diritto alla guida delle aziende sulla base dei rapporti di forza tra soci pubblici.
Da una parte, i Comuni guidati dal centrodestra – tra cui il Comune di Pisa – avrebbero sostenuto la legittimità di esprimere la presidenza in virtù della maggiore quota societaria detenuta. Dall’altra, il centrosinistra avrebbe invece richiamato il peso demografico dei territori serviti dal sistema di raccolta e gestione dei rifiuti, rivendicando un diverso criterio di rappresentanza.
Per il consigliere cascinese, tuttavia, entrambe le posizioni resterebbero all’interno di una stessa logica: quella di una spartizione delle cariche basata su equilibri politici e non su procedure realmente aperte e competitive. “Il problema non è il nome del presidente nominato oggi o di chi avrebbe potuto esserlo, ma il metodo”, sostiene Rollo, che denuncia una continuità tra diverse stagioni politiche nella gestione delle partecipate.
Nel suo intervento, il consigliere richiama anche precedenti nomine avvenute negli anni scorsi, sottolineando come – a suo giudizio – anche scelte passate, comprese quelle relative alla guida della società durante la precedente amministrazione pisana, siano state il risultato di equilibri politici interni alle coalizioni di governo.
Rollo allarga poi la riflessione al profilo del nuovo presidente, osservando come il suo percorso professionale recente sia stato caratterizzato da incarichi di natura pubblica o para-pubblica riconducibili a scelte di matrice politica. Una considerazione che, precisa, non riguarda le competenze personali, ma evidenzia – secondo la sua lettura – la difficoltà di separare completamente amministrazione e appartenenze politiche nel sistema delle partecipate.
Non manca, infine, una nota ironica nel commento del consigliere, che sottolinea come la nuova nomina avrebbe comunque “liberato un posto” all’interno dell’amministrazione comunale di Cascina, con possibili riflessi sugli equilibri interni della maggioranza locale.
“Le partecipate gestiscono servizi essenziali e dovrebbero essere guidate attraverso criteri di competenza, esperienza e risultati verificabili”, ribadisce Rollo. “Finché prevarranno le logiche di appartenenza, sarà difficile convincere i cittadini che il merito venga davvero prima della politica”.





